Card. Gracias: La Chiesa dell'Asia, in cammino con papa Francesco

L’arcivescovo di Mumbai parla del nuovo vescovo di Roma e del suo impatto sulla Chiesa in India e in tutto il continente. L’importanza, anche per il mondo orientale, delle parole “camminare, edificare, confessare” pronunciate dal Santo Padre nella sua prima messa con i cardinali. Il messaggio di Pasqua.

di Card. Oswald Gracias

Mumbai (AsiaNews) - "L'elezione di papa Francesco è un'esperienza di resurrezione", perché insieme alla rinuncia di Benedetto XVI e all'insicurezza provata dalla Chiesa testimonia il senso della Pasqua: "Se restiamo con il Vangelo, Cristo Risorto sarà sempre con noi". È il senso della riflessione che il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale indiana (Cbci), condivide con AsiaNews su papa Francesco, il cui invito a non scoraggiarsi e non perdere la speranza tocca "in modo personale" la Chiesa indiana e asiatica. (Traduzione a cura di AsiaNews)

La rinuncia di Benedetto XVI ha portato una grande insicurezza nella vita della Chiesa. Per quanto mi riguarda, è stato doloroso! Eravamo molto sorpresi e profondamente addolorati da quest'annuncio inaspettato, eppure dopo soli cinque voti ci siamo trovati d'accordo: la maggioranza è andata al card. Jorge Mario Bergoglio. L'elezione di papa Francesco in così breve tempo è stata un'esperienza di resurrezione. Il Signore è con la Chiesa, ci dà speranza e forza, egli è risorto in ciascuna delle nostre vite, per permetterci di vivere una nuova esistenza, per vivere e condividere il Vangelo dentro e intorno a noi.

L'elezione di papa Francesco è senza dubbio un'esperienza di resurrezione. Dopo lo sconforto e la confusione, se solo abbiamo fede nel Signore, Egli ci mostrerà la via. Come discepoli di Gesù, non possiamo mai scoraggiarci o sentirci sconfitti. Se restiamo con il Vangelo, Cristo Risorto sarà sempre con noi. Questo è il messaggio della Pasqua.

Nella sua prima messa da papa, al cospetto di noi 114 cardinali elettori, il Santo Padre ha usato tre parole significative: camminare con il Signore; edificare una fratellanza [fatta] di unità e amore attraverso il dialogo e il servizio; confessare la Sua misericordia e la Sua compassione con la nostra vita e il nostro lavoro.

Un cammino cristiano è sempre alla presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella innocenza che Dio ha chiesto ad Abramo, quando lo ha chiamato a seguirlo.

Come il Santo Padre ha detto, "edificare è un'altra forma di movimento nella nostra vita". Il papa ci ha detto che noi siamo chiamati a "edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che lo stesso Signore". La Chiesa di Cristo è una comunità di fede, speranza e amore. Essa non dovrebbe mai cessare di proclamare la Buona Novella a quelli che sono nelle tenebre e nell'angoscia, di portare speranza ai più poveri, i più deboli e agli ultimi.

La terza parola è "confessare". "Possiamo camminare quanto vogliamo - ha ricordato -, possiamo edificare tante cose", ma se non confessiamo la misericordia e la compassione di Dio, di nostro Signore e Gesù Cristo, costruiremmo invano. La Chiesa, con tutta la sua umana fragilità è scelta per essere la Sposa di Cristo, perché Dio non si stanca mai di mostrare la sua misericordia e il suo perdono. La salvezza di Cristo, che implica una nuova creazione e una nuova vita, è la nostra, non a causa di nostri sforzi, ma per l'amore libero e gratuito che si manifesta con la morte e la resurrezione di Gesù Cristo.

Per come si sta svolgendo, il pontificato di papa Francesco ha una grande risonanza in India e in Asia. La Chiesa qui serve in modo instancabile i più poveri tra i poveri, gli svantaggiati, i più deboli, i vulnerabili e gli indifesi. E la Chiesa in India capisce appieno la missione di Gesù: servire i più poveri con l'amore di Cristo. Il profondo amore di papa Francesco per i poveri, la sua forte difesa per i diritti umani e la sua grande apertura la dialogo emergono in modo chiaro nei suoi discorsi e nelle sue omelie.

Per la Chiesa dell'India e dell'Asia, che affronta incomprensioni, sospetti e intolleranza, il messaggio del papa a non scoraggiarsi è qualcosa di personale per noi. Ci chiede di non stancarci nei nostri sforzi per lavorare per la pace e il dialogo, nonostante gli ostacoli e le difficoltà. La Chiesa deve continuare la sua missione di cammino.

Noi siamo un popolo di pellegrini, una Chiesa di pellegrini, e con la luce luminosa della resurrezione nel nostro pellegrinaggio quotidiano siamo rinnovati, per confessare Gesù al mondo.

I battesimi avvenuti a Mumbai e in tutta l'India fanno sgorgare la primavera nei nostri cuori. Gesù attira la gente a sé, e qui è la nostra missione: presentare Cristo alle persone, anzitutto con la testimonianza della nostra vita e le opere di fede. Questa è la nuova evangelizzazione, e noi pellegrini, con la speranza nei nostri cuori, condividiamo con gioia la Buona Novella.

In questo Anno della Fede, viviamo la nostra fede in modo più autentico con questa resurrezione, e proclamiamo la nostra fede con maggior fiducia, e ci rafforziamo per trasformare la nostra vita con la potenza di Cristo risorto.

(Ha collaborato Nirmala Carvalho)

 

 

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