Condannati 14 indù per il massacro di 116 islamici

Nel 1989 a Bhagalpur oltre mille musulmani, tra cui donne e bambini, sono stati massacrati da estremisti indù. Dopo quasi 20 anni sono ancora in corso molti processi. Alla fine del mese saranno rese note le pene.

New Delhi (AsiaNews) – Condannati 14 indù per il massacro di 116 musulmani nell’ottobre 1989 nel villaggio di Logai, durante i disordini di Bhagalpur nel settentrionale Stato di Bihar. Il 27 giugno il Tribunale renderà note le pene.

Nel processo, durato anni, ci sono stati 24 imputati, ma 6 sono intanto morti e per 4 non è ancora concluso. All’epoca estremisti indù, dopo la processione al luogo santo di Ayodhya, si scatenarono contro la popolazione islamica. Nelle violenze, durate settimane, uccisero oltre mille persone e poi ne seppellirono i corpi e occultarono le tombe piantandoci sopra cavolfiori e altri vegetali per farli sparire. Solo dopo settimane i corpi furono ritrovati ed esumati ed emerse la vastità del massacro.

Da allora la popolazione islamica ha sempre chiesto giustizia per quella che è ritenuta la peggior violenza antimusulmana nella storia indiana. Sono stati celebrati 152 processi; in 119 gli imputati sono stati prosciolti, mentre in molti degli altri 32 casi è stato comminato l’ergastolo.

Da decenni la zona è teatro di scontri confessionali: il 6 dicembre 1992 estremisti indù hanno distrutto la moschea Babri a Ayodhya e negli scontri sono morte 2mila persone.


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