Crescita record dell’India nell’anno finanziario 2006/2007

Manifatture, servizi ed edilizia trainano l’economia, nonostante i problemi internazionali e le incertezze interne. In forte crescita anche i salari, ma il reddito medio pro capite rimane intorno ai due dollari al giorno. Il grave problema dell’inflazione e la politica del governo.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Il Prodotto interno lordo dell’India è cresciuto del 9,6% nell’anno economico 2006/2007, record dal 1989. Aumenta anche il consumo interno, ma meno rapidamente, a parte alcuni prodotti, con un vero boom per autoveicoli, motocicli e telefoni cellulari.

L’anno economico è terminato il 31 marzo 2007. La crescita, superiore al previsto, può consentire al governo di migliorare il deficit di bilancio e investire maggiori somme in progetti per diminuire la diffusa povertà: secondo la Banca mondiale circa il 50% della popolazione di 1,1 miliardi vive con meno di 2 dollari al giorno.

E’ il terzo anno consecutivo che la crescita supera il 9%, “nonostante – osserva il ministro delle Finanze, Palaniappan Chidambaram – le turbolenze mondiali e le accresciute incertezze della nostra economia”. Il ministro prevede che la crescita prosegua, anche se appena meno veloce “a causa dei problemi internazionali”. A giorni verrà annunciata la previsione di crescita per l’anno economico che termina al 31 marzo 2008: nei primi due trimestri la crescita è stata del 9,3% e dell’8,9%. La crescita è avvenuta nonostante il forte apprezzamento della rupia, che nel 2007 ha guadagnato il 12,3% sul dollaro, peraltro attutendo gli aumenti di merci pagate in dollari, come il greggio.

Grazie alla madre lingua inglese e ad internet, il Paese fornisce servizi a tutto il mondo, specialmente banche dati e servizi di segreteria. Secondo i dati dell’Organizzazione centrale di statistica, l’industria di trasporti e comunicazioni è cresciuta del 16,6%, le manifatture del 14,4%, il settore immobiliare del 12%, mentre l’agricoltura, occupazione tradizionale di gran parte della popolazione, “solo” del 3,8% (era cresciuta del 6,1% l’anno precedente).

Nel 2007 in India sono anche cresciuti i salari dell' 14,8%, secondo massimo aumento nell’area Asia-Pacifico, dopo che l’anno precedente erano aumentati del 14,4%. Il reddito pro capite è arrivato a 29.642 rupie annue (752,4 dollari), rispetto alle 25.956 rupie per il 2005/2006.

Il Paese ha, tuttavia, il problema di una forte inflazione, che il governo contiene con una politica di controllo dei prezzi, specie nel settore energetico. L’aumento dei prezzi al consumo è rimasto sotto il 4% da metà agosto, grazie al costo contenuto di alimenti essenziali e alcune manifatture. Ma si prevede possa aumentare, a causa della crescita del costo internazione degli alimenti e del petrolio che ancora non si sono riflessi sul mercato interno. Dal 2004 ci sono stati 9 aumenti dei tassi di interesse sui prestiti, cosa che ha contenuto l’inflazione, ma rallentato la crescita del consumo interno.

Il governo pratica anche una diffusa politica di sussidi a favore della popolazione meno abbiente, come la vendita di quantitativi di granaglie a prezzo imposto. La Indian Oil Corp., maggiore ditta del Paese raffinatrice di petrolio, vende gasolio e carburante per cucinare sotto costo e perde circa 43 milioni di dollari al giorno, dietro rimborso del governo, che paga in gran parte con obbligazioni di Stato. Questa politica, tuttavia, causa l’aumento del debito pubblico e la diminuzione delle risorse disponibili per investire in opere pubbliche.

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