Dalai Lama: Il marxismo è finito, il mondo ha fame di religione

Il leader spirituale incontra una delegazione di manager ed economisti liberali provenienti dal Vietnam: “Anche se la condivisione della ricchezza è un principio attraente, i regimi hanno sempre controllato la vita e il pensiero degli esseri umani. Questo è inaccettabile”.

Dharamsala (AsiaNews) - Il sistema economico comunista "ha poco meno di 200 anni ed è in chiaro declino, mentre il buddismo e diverse altre religioni hanno migliaia di anni e continuano ad attirare l'attenzione del mondo. Anche se il mondo immaginato da Marx ha alcuni punti che possono essere condivisibili, il modo in cui i regimi controllano la vita e il pensiero degli esseri umani è inaccettabile". Lo ha detto il Dalai Lama durante una "due giorni" di insegnamento a un gruppo di manager ed economisti vietnamiti, appartenenti alla corrente liberale e quindi mal visti dal governo di Hanoi.

Il gruppo è composto da 102 delegati e rappresenta i buddisti tibetani del Vietnam. Metà di questi viene dal Nord, l'altra metà dal Sud: tutti fanno parte del Vietnam Ceo's Club, un'associazione liberale "tollerata" dal regime. Il leader spirituale li ha ricevuti mentre a Dharamsala è in corso il grande Summit della diaspora tibetana, convocato per decidere una linea comune riguardo alle auto-immolazioni che stanno devastando il Paese. Nel pomeriggio del 28 settembre i delegati al Summit presenteranno una mozione comune dopo 4 giorni di dibattiti.

Il Dalai Lama, che chiuderà domani il grande raduno, ha voluto comunque incontrare il gruppo vietnamita: "In alcuni momenti e in alcune situazioni, il senso religioso può essere limitato da fattori esterni. Ma questo non deve spaventarvi, dato che per vivere in maniera positiva basta solo sviluppare un cuore caldo e aperto al mondo. La condivisione della ricchezza predicata dai comunisti è una bella cosa, in teoria, ma non è mai stata applicata".

A una madre che gli chiedeva come vivere bene in famiglia, ha risposto scherzando: "Ho 76 anni e non ho figli. Credo che sia tardi per mettere su famiglia, quindi non mi azzardo a rispondere". Poi ha aggiunto: "I figli, come le persone care, hanno bisogno di attenzione e cura. Ma è necessario che crescano con la libertà di potersi sviluppare secondo le proprie inclinazioni".

Uno dei delegati ha poi chiesto al Dalai Lama di recarsi sulle Spratlys o sulle Paracels, isole contese da Vietnam e Cina, e inaugurare la costruzione di un tempio che possa calmare le recenti tensioni nazionalistiche che stanno agitando il continente. Da parte sua, il Nobel per la pace ha risposto: "Più che templi, preferirei che si costruissero centri di studio. E comunque un luogo del genere sarebbe forse più utile a Saigon o Hanoi, piuttosto che su un'isoletta".

L'incontro ha avuto grande risalto sui media tibetani, che sottolineano la vicinanza fra il Partito comunista cinese e quello vietnamita. La delegazione "liberale" ha avuto qualche difficoltà a ottenere i visti necessari per volare fino in India, ma alla fine sono riusciti a organizzare l'incontro. Anche per questo il Dalai Lama ha preferito non partecipare ai lavori del Summit e incontrare invece gli ospiti.

 

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