Dall'India altri 236 milioni di dollari per la prima raffineria mongola

Il governo di Delhi ha già stanziato circa 1 miliardo per sostenere la struttura energetica, che sarà operativa dal 2022 nella provincia di Dornogovi. La produzione petrolifera è un asset fondamentale per il Paese asiatico, enorme ma con piccolissimo giro d'affari interno. La soddisfazione degli indiani.

di Vincenzo Faccioli Pintozzi

Ulaan Baatar (AsiaNews/Agenzie) – Il governo indiano ha stanziato altri 236 milioni di dollari per accellerare la costruzione e la messa in opera della prima raffineria della Mongolia. Lo ha confermato ieri il primo ministro di Ulaan Baatar, Ukhnaa Khurelsukh, durante un cerimonia che si è svolta per inaugurare le prime infrastrutture operative nella provincia sud-orientale di Dornogovi. Il progetto è nato nel 2015, durante la visita del primo ministro indiano Narendra Modi in Mongolia.

Delhi ha già stanziato 1 miliardo di dollari per la raffineria. Secondo il primo ministro locale “questa opportunità mi spinge a ringraziare il governo indiano e la sua popolazione. Sono lieto di annunciare che, su nostra richiesta, la linea di credito addizionale è stata approvata”.

Il politico, Dharmendra Pradhan, ha spiegato che la partnership con la Engineers India Limited prevede anche un ampio lavoro di preparazione comune: “Si tratta di un asset fondamentale per la nostra economia. Quando sarà pienamente operativa, nel 2022, la raffineria fornirà circa tre quarti del nostro fabbisogno energetico interno”.

L'India si è detta “soddisfatta” per il risultato. La raffineria avrà una capacità processuale pari a 1,5 milioni di tonnellate di greggio l'anno: saranno prodotte 560mila tonnellate di gasolio e 670mila tonnellate di diesel. A queste vanno aggiunte 107mila tonnellate di gas liquido. Secondo le proiezioni degli esperti, la messa in opera consentirà al Prodotto interno lordo di crescere del 10%.

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