Delhi (AsiaNews) Migliaia di tribali hanno sfilato ieri nella capitale indiana per chiedere al governo di preservare le loro foreste, dove vivono da millenni, ed impedire la distruzione delle riserve naturali in nome dell'industrializzazione del Paese.
Gli oltre 40mila partecipanti, vestiti con gli abbigliamenti tipici delle tribù, hanno urlato slogan come "Vigileremo sulle nostre foreste" e "Gli alberi appartengono a noi".
Hilarious Kujur, tribale cristiano, spiega ad AsiaNews che "oltre 40 milioni di persone vivono nelle foreste dell'India. Qui si trovano alcuni dei luoghi di preghiera più venerati e le risorse naturali più importanti del Paese, e siamo noi a prendercene cura: viviamo con poco e diamo molto in cambio, ma i nostri diritti vengono ignorati".
Kujur aggiunge che "le compagnie che lavorano in queste aree ci trattano come animali: ci braccano per allontanarci dai luoghi dove abbiamo vissuto per generazioni, senza capire che ci condannano alla morte".
La manifestazione è stata organizzata dopo che il governo ha interrotto lo studio del Decreto 2005 sulle foreste, che prevede il riconoscimento dei diritti dei tribali ed impone di mettere in pratica delle misure di salvaguardia dei beni ambientali dell'Unione.
Jawar Singh Thakur, uno degli organizzatori della protesta, denuncia: "Il Decreto è pronto ed è giusto. L'opposizione che incontra va attribuita a chi non crede nell'importanza della salvaguardia della natura. Noi siamo qui per dimostrare che senza il nostro operato, le foreste sono destinate a morire".










