Fonti governative: almeno 500 i cristiani uccisi in Orissa

Il bilancio ufficiale è di 31. Una visita-inchiesta da parte del Partito comunista indiano marxista-leninista (Cpi-Ml) sui luoghi delle violenze, getta nuova luce sulle dimensioni degli attacchi e sulla situazione dei profughi. Dichiarare fuorilegge i gruppi radicali indù.

New Delhi (AsiaNews) – Un rappresentante del governo locale in Orissa stima che il pogrom contro i cristiani lanciato dai fondamentalisti indù ha fatto oltre 500 morti. Egli stesso ha dato il permesso di cremare almeno 200 corpi. Il rappresentante – chiedendo l’anonimato - ha rivelato queste cifre a un gruppo del Partito comunista dell’India marxista-leninista (Cpi – Ml) in visita-inchiesta nel distretto di Kandhamal. Secondo il governo, la cifra ufficiale dei morti è di 31.

Il Cpi- Ml ha organizzato il 15-16 ottobre scorso una visita ai villaggi distrutti e ai campi di rifugio a quasi due mesi dai massacri. Il gruppo ha anche incontrato e intervistato magistrati e poliziotti. Il resoconto della visita è pubblicato dalla rivista “Liberation” di novembre 2008, a cura di J P Minz.

Oltre alle dichiarazioni sul reale numero di morti, il resoconto descrive anche la differenza fra le assicurazioni del governo sui campi di rifugio e la reale situazione. Secondo il governo nei 15 campi profughi – dove sono ospitati 12.641 persone sfuggite alle distruzioni – vi è cibo in abbondanza, dottori, medicine, scuola per i bambini. Visitando i campi di Phulbani, Tikabali, J Udaygiri e Rakiya il gruppo ha notato invece razioni insufficienti, mancanza di medicine, nessun aiuto per donne gestanti. Essi descrivono anche un’atmosfera piena di terrore fra i cristiani, che temono per la loro vita se osano tornare ai loro villaggi. I gruppi fondamentalisti vogliono rimandare indietro le forze di polizia inviate dal governo centrale e stanno organizzandosi in gruppi armati, minacciando coloro che non si convertono all’induismo. Allo stesso tempo, i responsabili dei campi di rifugio spingono i profughi a tornare ai loro villaggi, assicurando che la vita è tornata alla normalità.

L’inchiesta del Cpi-Ml denuncia che il pogrom era organizzato da tempo a cura del Vhp (Vishwa Hindu Parishad) e del Bajrang Dal. Per questo il gruppo chiede che il governo centrale metta al bando e dichiari fuorilegge queste due organizzazioni.

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