Governo Modi rilancia lotta alla droga: entro marzo piani da ogni amministrazione

Il ministro degli Interni Amit Shah sbandiera i dati sulla crescita dei sequestri delle sostanze stupefacenti. Ma sono cresciuti anche i consumatori, compresi i giovanissimi: si stima che oltree il 25% dei minori faccia uso di droghe. Il nodo delle sostanze chimiche prodotte in India e destinate ai laboratori che producono metanfetamina in Myanmar, ma anche in America Centrale e in Africa.

di Maria Casadei

Delhi (AsiaNews) - Con l’inizio del 2026, l’India rilancia la lotta contro gli stupefacenti. Il 9 gennaio, il ministro dell’Interno Amit Shah ha annunciato una campagna nazionale per contrastare consumo, traffico e narco-terrorismo. Entro fine marzo, amministrazioni centrali e statali dovranno presentare un piano triennale con obiettivi chiari, scadenze definite e verifiche sistematiche. L’annuncio è arrivato durante la nona riunione di vertice del Narco-Coordination Centre (NCORD), il meccanismo che dal 2016 coordina ministeri, agenzie e governi locali. Shah ha sottolineato l’urgenza di “combattere su tutti i fronti” per proteggere i giovani, il bersaglio principale dei traffici di droga, puntando a smantellare reti criminali, rotte logistiche e canali finanziari.

Il governo al potere - presieduto dal primo ministro Narendra Modi, in carica dal 2014 - sostiene di aver ottenuto risultati significativi in questi undici anni. Sbandiera il dato sui sequestri di sostanze stupefacenti: tra il 2004 e il 2013 il valore complessivo era di circa 4,4 miliardi di euro, mentre tra il 2014 e il 2025 è salito a circa 19 miliardi. L’azione si è concentrata soprattutto sulle droghe sintetiche e sulle coltivazioni di oppio non regolari. L’India è infatti l’unico Paese che produce gomma da oppio per scopi medici, scientifici e per l’esportazione, secondo la Convenzione del 1961; tuttavia, una parte del raccolto legale viene deviata verso canali illeciti e trasformata in eroina, gran parte della quale viene consumata nel Paese.

A rendere la situazione più complessa è la posizione geografica. L’India si trova tra le due principali aree di produzione illegale di oppio al mondo: la Mezzaluna d’Oro (Afghanistan, Iran, Pakistan) e il Triangolo d’Oro (Myanmar, Laos e Thailandia). In questo contesto, il Paese diventa sia destinazione sia via di transito per oppiacei provenienti da queste zone, condizionando le dinamiche del traffico nel subcontinente.

Secondo stime ufficiali, i consumatori di oppioidi sono passati dai 3,3 milioni del 2004 ai 23 milioni del 2018, con un aumento di eroina, crystal meth, droghe sintetiche e marijuana idroponica negli ultimi anni. La crescita dei laboratori domestici per la produzione di metanfetamine e i 6,6 milioni di consumatori in Punjab, di cui circa 697.000 minorenni, mostrano un’emergenza che colpisce anche bambini e adolescenti. Si stima che in India tra il 25 e il 29% dei minori faccia uso di droghe.

Oltre al consumo interno, l’India è un importante hub per il traffico internazionale. Secondo l’agenzia ONU contro la droga (UNODC), il Paese fornisce sostanze chimiche destinate a laboratori di metanfetamina in Myanmar e in regioni più lontane, come America Centrale e Africa. Nel 2024, a Greater Noida, vicino a New Delhi, sono stati scoperti laboratori gestiti da stranieri e collegati a cartelli messicani.

Proprio per affrontare queste sfide interne ed esterne, durante l’incontro del NCORD il ministro degli interni ha sottolineato il ruolo decisivo di informazione e sensibilizzazione, puntando a costruire un sistema stabile, non emergenziale, basato su prevenzione ed educazione. È previsto un approccio “umanitario” verso chi è dipendente, con percorsi di cura e reinserimento. Altro punto chiave è la lotta al narco-terrorismo, definito come strategia volta a indebolire le nuove generazioni. La sfida, ha spiegato Shah, non è solo sanitaria o di ordine pubblico, ma anche di sicurezza nazionale.

La campagna si inserisce negli obiettivi a lungo termine fissati dal primo ministro Modi per il 2047, centenario dell’Indipendenza dal controllo britannico: un’India leader in tutti i settori, con giovani protetti dalle dipendenze e pronti a contribuire allo sviluppo del Paese.

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