Himachal Pradesh, arrestato un altro pastore pentecostale

Charlie John è stato fermato dalla polizia con l'accusa di conversione forzata aggravata dalla distribuzione di denaro. Il presidente del Global Council of Indian Christians: "Questa persecuzione nei confronti dei cristiani deve finire"

di Nirmala Carvalho

New Dehli (AsiaNews) – La sera del 28 settembre, la polizia di Rampur, città dell’Himachal Pradesh (Nord-Est dell’India), ha arrestato il pastore pentecostale Charlie John, con l’accusa di conversione forzata e di utilizzo di denaro per indurre la gente a convertirsi. Secondo le prime ricostruzioni, il pastore stava distribuendo opuscoli evangelici e Bibbie nel villaggio di Lalas quando un gruppo di estremisti lo ha raggiunto e gli ha intimato di fermare la distribuzione. Oltre al pastore Charlie, sono stati arrestati anche i fratelli fratelli Vishal e Keval Ram.

I tre, accusati di conversione forzata, si sono dichiarati innocenti fin dai primi interrogatori. “Ho solo offerto la Bibbia, e l'ho data a coloro che hanno accolto liberamente la Buona Novella – si è giustificato il pastore Charlie John -. Qualcuno ha rifiutato il vangelo che gli stavo consegnando e non ho insistito. Non abbiamo convertito nessuno; sono persino disposto ad offrire la Bibbia, che è Parola di Dio, alla polizia. Quello che facciamo è condividere la Buona Novella con la gente, raccontare loro di Gesù, ma senza forzare nessuno alla conversione. Sono totalmente false le accuse che vengono mosse contro di me: non ho mai offerto denaro per la conversione della gente".

Sull’accaduto si è espresso anche Sajan K. George, presidente del Global Council of Indian Christians (GCIC), che ad AsiaNews ha dichiarato: "Il GCIC condanna fermamente l'arresto del pastore Charlie John, con accuse infondate di conversione forzata solo perché stava distribuendo opuscoli evangelici e Bibbie. Il Freedom of Religion Bill dell'Himachal Pradesh (la legge che regola la libertà religiosa nello stato indiano), viene usato come strumento per perseguitare i cristiani innocenti – ha aggiunto -. L'articolo 25 della Costituzione indiana garantisce la libertà religiosa e il pastore Charlie non ha violato alcuna legge. Questa persecuzione religiosa delle minoranze cristiane in India deve essere fermata immediatamente".

La nuova legge dell'Himachal Pradesh che regola la libertà religiosa è stata modificata nel 2019 e, rispetto alla versione precedente (2006) ha inasprito le pene in merito alla conversione forzata. All’articolo 3 della nuova versione del Freedom of Religion Bill si legge infatti: “Nessuna persona convertirà o tenterà di convertire, direttamente o indirettamente, qualsiasi altra persona da una religione ad un’altra mediante l’uso della forza, di influenza indebita, di coercizione, induzione o qualsiasi altro mezzo fraudolento. I trasgressori verranno puniti con la reclusione da uno a cinque anni”.

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