Il nazionalista indù Modi invita il Nepal a "rispettare tutte le minoranze"

In un colloquio privato, il neo premier indiano ha affermato di "essere indù" ma di "avere un profondo rispetto per tutte le religioni". Il suo Bharatiya Janata Party (Bjp), partito nazionalista indù, è però legato a molti casi di violenza e persecuzione nei confronti delle minoranze etnico-religiose del Paese.

di Christopher Sharma

Kathmandu (AsiaNews) - Narendra Modi, neo eletto Primo ministro dell'India, invita il Nepal a rispettare le minoranze religiose nel suo Paese. È stato questo uno dei punti discussi ieri - in un colloquio privato - dal premier di New Delhi e dalla sua controparte di Kathmandu, Shushil Koirala. Nel riferire ai giornalisti l'incontro tra i due leader, Sujata Singh, segretario del ministero indiano degli Esteri, ha spiegato che "il nostro nuovo Primo ministro dell'India è indù, ma ha un profondo rispetto per tutte le religioni del Paese".

Citando Modi, Singh ha aggiunto che "sono più di sei anni che il Nepal è diventato uno Stato laico. Per questo, l'India non può decidere nulla, ma solo aiutare lo sviluppo del Nepal. Il Nepal deve rispettare tutte le religioni e la libertà di praticare il loro culto". Nel 2008, dopo una dura guerra civile, la monarchia indù è caduta e Kathmandu è diventata una repubblica laica.

Modi avrebbe anche aggiunto che Nepal e India condividono preoccupazioni reciproche riguardo la sicurezza, poiché in comune hanno un confine aperto. Infine, il Primo ministro indiano ha espresso interesse nello sviluppo di progetti idroelettrici.

Narendra Modi ha vinto le elezioni con il Bharatiya Janata Party (Bjp), partito della destra ultranazionalista indù affiliato ai gruppi fondamentalisti del Sangh Parivar, responsabili di violenze, persecuzioni e attacchi nei confronti delle minoranze etnico-religiose dell'India. Tra queste organizzazioni spicca la Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss), gruppo paramilitare tra le cui fila ha militato - dall'età di otto anni - lo stesso Modi.

Nel 2002 in Gujarat sotto il governo Modi si è consumata una delle stragi peggiori degli ultimi anni tra indù e musulmani, dove a pagare il prezzo più alto è stata la comunità islamica. Da molti Narendra Modi è considerato corresponsabile, per aver detto ai poliziotti di "lasciar sfogare la rabbia" dei militanti nazionalisti indù prima di intervenire.

 

 

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