India: dottrina sociale della Chiesa, il “miglior segreto” contro il deserto morale di oggi

Sacralità della vita e dignità dell’essere umano i temi del South Asian Symposium (14-16 ottobre), organizzato in onore di Giovanni Paolo II e per i 50 anni dell’enciclica sociale Mater et Magistra di Giovanni XXIII (1961). Card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai: “La dottrina sociale della Chiesa deve servire la missione, tra poveri, malati e discriminazione femminile”.

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) – “La dottrina sociale della Chiesa è il suo miglior segreto, un insegnamento dalla luce fortissima che ci guida attraverso il deserto morale in cui oggi ci troviamo”. Così mons. Agnelo Gracias, presidente della Commissione per la teologia e la dottrina della Conferenza episcopale indiana (Ccbi), ha dato il benvenuto agli ospiti del South Asian Symposium (14-16 ottobre), celebrato al St. Pius College di Mumbai in onore di Giovanni Paolo II e per i 50 anni dell’enciclica sociale Mater et Magistra di papa Giovanni XXIII (1961).

All’evento, dal titolo “Principali preoccupazioni e implicazioni pastorali della dottrina sociale della Chiesa, dalla Mater et Magistra alla Caritas in Veritate”, erano presenti circa 500 persone, tra cui 100 sacerdoti e 178 religiosi. Inoltre, vi hanno partecipato l’arcivescovo Charles Bo, presidente dell’Ufficio per lo sviluppo umano della Federazione delle conferenze episcopali asiatiche (Fabc), il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai, e il nunzio apostolico mons. Salvatore Pennacchio. Delegati da Pakistan e Sri Lanka volevano partecipare al Symposium, ma le autorità indiane hanno rifiutato il visto. Dal Bangladesh, su tre persone solo una è riuscita a venire.

“La dottrina sociale della Chiesa – ha spiegato mons. Agnelo Gracias – si riferisce all’intero insegnamento del Magistero, che applica la verità rivelata e i principi morali cristiani all’ordine sociale in cui viviamo. Al cuore della visione morale della Chiesa per la società c’è il credere nella sacralità della vita umana e nella dignità dell’essere umano. Purtroppo, questo insegnamento è poco conosciuto”.

Nel suo discorso, il card. Oswald Gracias ha parlato della rilevanza della dottrina sociale della Chiesa per la missione: “L’India è il secondo Paese più popoloso e la più grande democrazia del mondo, con un’economia in rapida crescita. La classe media urbana sta aumentando sempre di più e ha fatto grandi passi in tutti i campi. Purtroppo, la larga massa di popolazione rurale, gli abitanti negli slum delle città e molti altri restano poverissimi. Nello Stato del Bihar, che ha più di 80 milioni di persone, più dell’85% di loro non ha elettricità”.

Tra le questioni fondamentali che interessano la missione della Chiesa, il cardinale ha indicato i profughi e gli sfollati; la politica in materia di virus Hiv/Aids; la lotta contro la fame e la povertà; la tutela dei diritti di dalit e tribali; la lotta contro la corruzione; la salvaguardia dell’etica nel mercato economico e nell’impatto della globalizzazione.

Il card. Gracias ha poi citato la lettera apostolica Mulieris Dignitatem di Giovanni Paolo II (1988), sulla dignità e vocazione della donna: “Dei 100 milioni di donne ‘scomparse’ in tutto il mondo, Cina e India insieme ne contano oltre 85 milioni. Si stima che siano morte per trattamenti discriminatori nella sanità, nell’accesso alla nutrizione o per pura negligenza. Peggio ancora, perché non sono mai nate. Il censimento 2011 dell’India ha mostrato che il rapporto tra numero di femmine e maschi sotto i 7 anni (child sex ratio) è il peggiore da 1947, anno dell'indipendenza del Paese”.
 

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