India, il Paese ‘vegetariano’ che ama la carne (se non è di manzo)

Solo il 20% della popolazione non consuma carne, uova e pesce. L’idea delle “società vegetariane” diffusa nel XVII secolo. Le ricette vegetariane di cui è famosa l’India sono simbolo dell’influenza delle caste alte, “pure”. La “schizofrenia alimentare” di chi vuole mostrarsi “cosmopolita”: vegetariani nel privato, carnivori nel pubblico.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Per essere un Paese vegetariano, l’India ha una curiosa percentuale di cittadini amanti dei prodotti di origine animale: solo il 20% della popolazione non consuma carne, uova e pesce. A sfatare il mito del vegetarianesimo dell’India sono i ricercatori Balmurli Natrajan e Suraj Jacob, con uno studio pubblicato di recente sulla rivista Economic and Political Weekly (Epw).

L’idea che l’India sia un Paese vegetariano si è radicata a causa di generalizzazioni che sono circolate sin dal XVII secolo in Francia e nel Regno Unito, quando si evocavano le “società vegetariane”. Qualsiasi vegetariano direbbe che l’India è un “paradiso culinario” per le la varietà di ricette, ma in realtà i piatti tipici vegetariani delle varie regioni indiane hanno poco a che fare con il regime alimentare di chi ci vive, e sono piuttosto rivelatrici dell’influenza di certe comunità e caste. Ad esempio, nel Tamil Nadu è famosa una galletta di riso e lenticchie nere, nonostante lo Stato del sud dell’India sia quello con il minor numero di vegetariani: a dare rilievo alle ricette è l’importanza dei brahmani, casta alta di sacerdoti indù. Di fatti, il regime vegetariano è un segno di purità rituale e di appartenenza a caste alte. Per questo, le caste inferiori sono maggiormente portate ad adottare il regime alimentare delle caste superiori a seconda della loro importanza nella regione.

La situazione si è fatta di recente più intricata, visto che le stesse caste alte vogliono al contempo mostrarsi come una classe sociale benestante, urbana e cosmopolita – una classe, insomma, in cui in genere si consuma carne. Il risultato sono comportamenti alimentari “schizofrenici”, come li definisce il quotidiano francese Le Monde: secondo i due esperti, è possibile che gli indiani siano vegetariani a casa ma non in pubblico, con amici e colleghi.

Tuttavia, in India si vive meglio se la carne si consuma di nascosto, soprattutto se si tratta di manzo. Da quando è salito al potere il premier nazionalista indù Narendra Modi, i “vigilanti delle vacche” hanno moltiplicato le aggressioni contro i consumatori di carne bovina, per la maggioranza i musulmani. Lo scorso maggio, il governo di Modi ha cercato di imporre il divieto sulla carne di vacca, poi sospeso dalla Corte suprema a luglio.

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