Luknow (AsiaNews/Agenzie) La polizia indiana ha arrestato questa mattina otto persone, sospettate di essere coinvolte negli attentati di martedì scorso a Varanasi, la città santa degli indù.
Gli attentati, tre bombe esplose in un tempio e nei pressi della stazione ferroviaria della città, hanno ucciso 22 persone e ferite oltre 70.
"Due persone fra coloro che abbiamo fermato - ha detto Yashpal Singh, capo della polizia locale - somigliano molto agli identikit a nostra disposizione, fornitici da testimoni oculari". Il testimone più accreditato, un negoziante che ha visto due uomini uscire dal suo negozio lasciando una borsa incustodita contenente un ordigno inesploso e poi disinnescato, dovrebbe essere convocato in giornata nel carcere dell'Uttar Pradesh per un riconoscimento.
Gli arresti sono avvenuti all'interno di un albergo di Hardoi, a circa 100 chilometri dalla capitale Lucknow, dove la polizia ha fatto irruzione nelle prime ore del giorno.
Le bombe di Varanasi sono state rivendicate da un'organizzazione islamica, il Lashkar-e-Kahar, finora sconosciuta alle autorità che si dicono infatti "scettici sulla veridicita' di tale rivendicazione". Le indagini conducono invece verso un altro gruppo, il Lashkar-e-Taiba, che trova in Pakistan e lotta per l'indipendenza del Kashmir.
Quest'ultimo, dal Pakistan, ha invece fatto sapere di non avere nessun collegamento con il Lashkar-e-Kakar ma ha minacciato nuovamente New Delhi riguardo alla politica in vigore nel confine indo-pakistano.










