India, pesca illegale: uccise più di 900 tartarughe di mare

Gli animali sarebbero rimasti impigliati nelle reti per la pesca a strascico. La scoperta è avvenuta su una spiaggia dell'Andhra Pradesh. La tartaruga bastarda olivacea vive nell'Oceano indiano e raggiunge la costa per deporre le uova.

Chennai (AsiaNews/Agenzie) - Più di 900 tartarughe olivacee sono state trovate morte sulla spiaggia di Nellore nello Stato meridionale dell'Andhra Pradesh, in India. Secondo N. V. Sivarama Prasad, funzionario distrettuale della forestale, erano almeno 10 anni che non avveniva una mattanza simile nella zona. Trovati ieri, gli esemplari sarebbero rimasti impigliati nelle reti usate per la pesca a strascico e deceduti per soffocamento.

La tartaruga bastarda olivacea ("Olive ridley sea turtle") è una tartaruga di mare di media grandezza che si trova nelle acque calde e tropicali, in particolar modo nell'Oceano pacifico e nell'Oceano indiano. Negli ultimi anni questa specie si è ridotta in modo considerevole proprio per colpa di pescatori che operano fuori dalla legalità.

"In India - spiega Supraja Dharini della Tree Foundation, organizzazione ambientalista di Chennai impegnata nella salvaguardia delle tartarughe - i pescherecci dovrebbero pescare a otto chilometri dalla costa. In questo caso abbiamo scoperto che alcuni si trovavano a meno di quattro chilometri dalla spiaggia, per pendere gamberetti. È così le tartarughe sono rimaste intrappolate nelle loro reti".

Ogni anno tra gennaio e aprile decine di migliaia di tartarughe olivacee raggiungono le coste meridionali dell'India per deporre le loro uova. La zona in cui si trova la spiaggia di Nellore è ricca di biodiversità e questo attrae la specie. Nel 2003 più 3mila esemplari vennero trovati morti sulla costa orientale dell'Orissa.

 

 

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