India, viaggio tra i bambini avvelenati (e uccisi) dall'inquinamento da mercurio

Il bacino idrico artificiale Govind Ballabh è una risorsa fondamentale per più di un milione di persone. Ma da anni centrali elettriche a carbone, miniere e industrie pesanti gettano i loro rifiuti tossici nelle acque. Il governo centrale lo sa, ma nessuna indagine ufficiale è mai stata svolta.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) - Nelle capanne di fango di Jogaeal (India centrale), uno dopo l'altro i bambini hanno iniziato a morire, spesso tra atroci dolori e con sintomi simili: convulsioni, bruciore a mani e piedi, nausea, vomito, febbre e diarrea. Alla fine del 2011, gli abitanti della zona - per lo più agricoltori e lavoratori giornalieri - hanno seppellito 53 piccoli. Lo stesso è avvenuto in altri tre villaggi che sorgono vicino ai distretti minerari di Singrauli e Sonbhadra, circa 956km a sudest di New Delhi. Decine di altri bambini, insieme ad alcuni adulti, sono morti riportando gli stessi sintomi.

La preoccupazione scatenata da questi decessi ha portato i funzionari sanitari del distretto di Sonbhadra a indagare. I risultati hanno rivelato che la maggior parte delle morti è stata causata dal consumo di acqua contaminata da mercurio.

Come il mercurio e altri agenti inquinanti abbiano raggiunto la regione non è un mistero. Oltre ai sintomi mortali, le vittime condividono l'enorme bacino idrico artificiale Govind Ballabh Pant Sagar e i fiumi che lo alimentano. Circondate da miniere, centrali elettriche a carbone e stabilimenti di industria pesante, queste acque raccolgono gli effluenti tossici rilasciati dagli scarichi degli impianti e assorbono il mercurio, che è un residuo di combustione del carbone.

Grazie alla presenza del Govind Ballabh, ogni anno la regione fornisce al Paese il 5% dell'energia complessiva.

Nel 2010 un rapporto del National Green Tribunal ha classificato queste acque tra le più inquinate della nazione. Eppure, esse servono come la principale risorsa d'acqua potabile e pesci dell'intera regione.

Nell'ottobre 2012 uno studio del Centre for Science and Enviroment (New Delhi) aveva indicato che i livelli di mercurio, nei campioni prelevati dall'acqua di questi villaggi, sono 26 volte più alti del limite stabilito dal Bureau of Indian Standard per il consumo umano. I pesci presi dal lago vicino, pescati dalla popolazione per la sussistenza, mostrano livelli di mercurio due volte superiori.

Tuttavia, il governo indiano era già a conoscenza del problema. Uno studio condotto nei primi anni '90 dall'Indian Institute of Toxology Research (pubblico), registrò livelli "preoccupanti" di mercurio nel sangue, nei capelli e nelle unghie della popolazione di Singrauli.

Al momento, nessuno conosce davvero fino a che punto le malattie e i decessi di questi villaggi sono connessi all'inquinamento, perché nessuna agenzia governativa ha mai condotto uno studio esaustivo, necessario per approfondire la questione. Quello che è certo, afferma a Bloomberg Ramakant Sahu - scienziato del Centre for Science and Enviroment che ha condotto i test per il rinvenimento di sostanze chimiche tossiche - è che "le persone della zona mostrano già i sintomi dell'avvelenamento da mercurio. È il momento che le autorità si siedano e ne prendano atto". Secondo l'associazione, nell'area vivono circa 1,1 milioni di persone. 

 

 

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