Jammu e Kashmir, gli aiuti della Caritas per migliaia di alluvionati

A settembre frane e smottamenti hanno ucciso più di 300 persone tra India e Pakistan. L'associazione cattolica ha costruito rifugi temporanei, allestito campi medici e distribuito kit di generi non deperibili.

di Santosh Digal

New Delhi (AsiaNews) - Acqua potabile per 200 famiglie, cure mediche per 8mila malati e aiuti non deperibili ad altre 2mila persone. Sono alcune delle iniziative dedicate dalla Caritas India alle vittime delle alluvioni che lo scorso settembre hanno colpito il Jammu e Kashmir. Tre mesi fa più di 300 persone sono morte in India e in Pakistan per le frane e gli smottamenti causati dalle piogge torrenziali.

"Abbiamo costruito rifugi temporanei per 200 famiglie - racconta ad AsiaNews p. Frederick D'Souza, direttore esecutivo di Caritas India - con tende in tela speciale, per salvaguardare le persone sfollate da pioggia e cattivo tempo".

L'opera dell'associazione si è concentrata sui cinque distretti di Pulwana, Kugam, Srinagar, Rajauri e Poonch.

A Pulwana, Caritas India ha fornito acqua potabile a 600 famiglie, circa 30 litri a nucleo ogni giorno. Dal punto di vista sanitario, insieme al governo, all'Holy Family Hospital di New Delhi e alla Camellion Task Force sono stati allestiti campi medici in cui sono stati curati circa 8mila pazienti.

Infine, gli abitanti di 14 villaggi del distretto di Pulwana hanno ricevuto 1.485 kit di generi non deperibili e 25mila pastiglie di cloro, per disinfettare l'acqua.

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