Karnataka: pericoloso clima di impunità sulle violenze ai cristiani

Nello Stato dell’India meridionale, i cristiani hanno manifestato per chiedere più sicurezza alle autorità; da mesi si registrano aggressioni ai fedeli, irruzioni durante le funzioni religiose e danni alle chiese. La polizia non riesce o non vuole perseguire i colpevoli. Vescovo: il clima di impunità alimenta gli attacchi.

Mumbai (AsiaNews) – I cristiani in Karnataka, India del sud, hanno manifestato per chiedere maggiore sicurezza alle autorità dopo alcuni episodi di violenza a loro danno. La protesta, svoltasi lo scorso 26 febbraio a Hubli - diocesi di Belgaum - è stata organizzata dalla associazione Dharwad District Minority Christian Welfare.

 

I cartelli esposti dai dimostranti chiedevano un intervento contro “le forze fondamentaliste” che da mesi operano frequenti assalti contro i cristiani nel distretto. Un memorandum è stato consegnato al primo ministro H.D. Kumaraswamy.

 

Mons. Derk Fernandes, vescovo di Karwar e di Belgaum, racconta ad AsiaNews che “nel novembre 2006 ignoti hanno bruciato la porta della chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Nirmal Nagar, nella città di Dharwad, durante la notte. Non ci sono prove su chi sia stato, può essere uno scherzo o un’azione di miscredenti; comunque, non è stato arrestato nessuno”. Sajan George, presidente del Consiglio globale degli indiani cristiani - influente gruppo con sede in Bangalore - ha sottolineato l’urgenza di garantire adeguata sicurezza alla comunità cristiana di Hubli-Dharwad e nelle altre zone del Karnataka.

 

“Le violenze anti-cristiane – spiega George – crescono con molta rapidità e questo causa preoccupazione per la loro vita e le loro proprietà, sotto costante minaccia”. “Nelle molte aree agricole della zona, i pastori cristiani sono percossi con regolarità, gli incontri di preghiera sono interrotti e spesso piccole chiese e sale di preghiera subiscono danni”. “Questa marcia ha voluto evidenziare l’impudenza delle forze fondamentaliste”.

 

Già a settembre, diverse Ong per i diritti umani hanno chiesto al vice commissario locale della polizia, MS Srikar, di garantire sicurezza per i cristiani contro simili aggressioni. Ma poi nulla è stato fatto. “Per questo – conclude George – i fondamentalisti hanno potuto continuare i loro attacchi, certi dell’impunità”.

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