Karnataka: preoccupano le nuove restrizioni sulle processioni religiose

La proposta di nuove e più severe regolamentazioni "per garantire ordine pubblico" colpirà anche manifestazioni di carattere religioso. Preoccupazione tra i cristiani, John Dayal: “Testo ambiguo ed inutile, già esistono leggi efficaci a riguardo”. Se approvate, ogni raduno di 5 o più persone dovrà avere un permesso dalla polizia che decide anche bandiere e simboli da poter esporre.

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) – I cristiani in India protestano contro nuove “ambigue” regolamentazioni per controllare le “manifestazioni pubbliche” nello Stato del Karnataka, le quali imporranno rigide restrizione anche a processioni e momenti religiosi. Il testo delle nuove norme è stato proposto dall’amministrazione del distretto di Dakshina Kannada, che ritiene necessario imporre limiti a raduni di 5 o più persone, “a causa di passati problemi di ordine pubblico”.

 

A riguardo John Dayal, presidente dell’All India Catholic Union e dell’All India Christian Council, esprime ad AsiaNews la preoccupazione della comunità cristiana. “Queste nuove norme metteranno a rischio molti incontri sociali e religiosi che si svolgono di solito in luoghi pubblici; se da una parte è importate garantire ordine, dall’altra non si possono limitare manifestazioni pacifiche di gruppi di persone”. Secondo l’attivista, “già esistono leggi efficaci per regolare l’ordine pubblico e per di più la natura delle nuove regole risulta ambigua, in quanto non viene chiarito cose si intende per ‘luoghi e raduni pubblici’”. Dayal ha già scritto  al Chief Minister del Karnataka, chiedono di valutare i gravi rischi che corre la libertà di professare la fede e svolgere attività religiose.

 

Se approvate, le direttive introdurranno diverse restrizioni per i raduni pubblici: ogni tipo di assemblea pubblica e processione sarà regolata dal magistrato distrettuale; per svolgere ogni tipo di incontro, processione e assemblea pubblica è necessario un permesso della polizia, da richiedere entro i tre giorni precedenti l’evento; sempre la polizia, sotto la supervisione del magistrato distrettuale, può imporre modifiche alla manifestazione; durante gli incontri sarà controllata anche l’esposizione di bandiere e cartelloni; tre membri dell’organizzazione dovranno, infine, prendersi la responsabilità formale di ogni danno che lo svolgimento della manifestazione potrà provocare ad ogni genere di proprietà.

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