La protesta dei tribali mira ad isolare New Delhi

La influente etnia Gujjar blocca strade e ferrovie intorno alla capitale, la polizia interviene per liberare alcune strade. Vogliono essere ammessi ai privilegi per le tribù “svantaggiate”. In pochi giorni 41 morti. Esperti: questa violenza è il sintomo delle insufficienze di un intero sistema sociale.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Migliaia di dimostranti etnici Gujjar hanno bloccato stamattina presto le principali strade e la ferrovia intorno a New Delhi per protesta contro la mancata concessione statale di alcuni benefici. Minacciano di prolungare la protesta e isolare la capitale e hanno lanciato pietre contro veicoli in transito e la polizia. Oltre 35mila soldati e poliziotti sono dislocati per mantenere l’ordine e hanno rimosso i blocchi su alcune strade come le autostrade verso Gurgaon.

La scorsa settimana almeno 41 persone sono morte in scontri tra i Gujjar e la polizia: il 23 maggio la folla ha linciato un poliziotto e la polizia ha aperto il fuoco. Nelle città di Bayana e Sikandra (Rajasthan) dove i Gujjar sono in maggioranza, i dimostranti hanno bloccato le strade con i corpi di alcune vittime degli scontri, minacciando di non cremarli se il governo non cede. Ora i manifestanti minacciano di bloccare forniture essenziali verso la città, come latte e verdura.

I Gujjar, tribù numerosa ed influente nel nord del Paese, vogliono essere inclusi nei “gruppi tribali svantaggiati” che hanno diritto a riserve di posti negli uffici pubblici e nelle istituzioni educative. Non accettano la controproposta del governo, che ha offerto 2,8 miliardi di rupie (circa 42 milioni di euro) per migliorare scuole, ospedali e altre strutture nella loro zone.

L’India riserva a gruppi tribali e caste inferiori almeno metà dei posti in scuole e università pubbliche per alleviare una discriminazione secolare, anche se il sistema è criticato perché accentua l’identità di casta ed è un ostacolo per i meritevoli.

Secondo Pratap Bhanu Mehta, capo del Centro per la ricerca politica, i politici hanno portato il Paese “in un esplosivo vicolo cieco” e “la recente, tremenda violenza è un monito di cosa accade alle società nelle quali non è possibile prolungare l’attuale situazione sociale [fondata sul sistema delle caste] ma non si hanno i mezzi per superarla”. (PB)

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