Roma (AsiaNews) Teli bianchi per coprire i cadaveri, ma anche assistenza psicologica ai sopravvissuti che guardano agli aiuti dei militari con sospetto. Sono alcuni degli interventi in cui è impegnata la Chiesa cattolica insieme alle Caritas locali in Pakistan e in India dopo il terremoto di sabato scorso.
Il bilancio delle vittime nel solo Pakistan ha raggiunto ormai i 40 mila morti, la metà bambini. Il sisma dell'8 ottobre ha colpito anche India e Afghanistan. Nella parte indiana del Kashmir i morti sono oltre mille e più di 5mila i feriti. AsiaNews ha intervistato alcuni dei responsabili dei soccorsi Caritas nelle zone toccate dal disastro.
Pakistan
Il direttore nazionale della Caritas Pakistan, mons. Joseph Coutts - vescovo d Faisalabad loda il pronto intervento di "tutti i partner Caritas". "La loro generosità e solidarietà espressa subito dopo la tragedia sono per noi fonte di grande incoraggiamento".
La Caritas Interationalis ha risposto in modo immediato all'emergenza e sta studiando gli aiuti a lungo termine. Proprio ieri ha presieduto a una conferenza telefonica per coordinare gli interventi, tra le Caritas partecipanti: oltre a quella del Pakistan anche quelle di Germania e Francia .
Oggi, intanto, è in corso un incontro coordinato per raccogliere dati precisi sul disastro e studiare una risposta adeguata alle esigenze locali. "Per ora stiamo pensando ai bisogni immediati spiega mons. Coutts - poi passeremo ai programmi di riabilitazione. La Caritas ha già trasferito da Lahore a Islamabad un team di supporto composto da 3 medici". Tra il materiale inviato dalla Caritas Pakistan nelle prime ore dopo il terremoto c'erano pacchi di teli bianchi necessari per avvolgere i cadaveri delle vittime. "Ora la sfida è riuscire a organizzare e smistare gli aiuti che già stiamo ricevendo e fare in modo che raggiungano le persone più bisognose"
Mons. Lawrence Saldanha, presidente della Conferenza episcopale pakistana, ha definito il terremoto dell'8 ottobre "il più grande disastro successo nel Paese. Il presule, anche arcivescovo di Lahore, riferisce che la Conferenza episcopale ha subito donato 500 mila rupie (8.382 dollari Usa) al Fondo presidenziale di soccorso". Mons. Saldanha ha chiesto anche alla comunità di "fare la sua parte", versando al Fondo l'equivalente di un giorno di stipendio. In un suo messaggio a tutte le organizzazioni cristiane impegnate negli aiuti egli ha poi invitato alla collaborazione. "In risposta a un nostro appello conclude il presidente della Conferenza episcopale - oggi i cristiani pregheranno in modo speciale per le vittime e le migliaia di sfollati del terremoto di sabato, ma anche per il benessere e la prosperità del nostro amato Paese".
Responsabili del Catholic Relief Service (Crs) Caritas americana - in Afghanistan sono già arrivati in Pakistan ieri; per ora l'agenzia cattolica americana ha stanziato 50 mila dollari in medicine, cibo, acqua pulita e tende per i terremotati.
India - Kashmir
Padre John L. Noronha, direttore esecutivo della Caritas Indiana, racconta di strade ancora bloccate: "Sono necessari elicotteri militari per raggiungere le zone colpite". Al confine della regione, contesa tra India e Pakistan, sono presenti 1 milione di militari. "Ora i soldati girano per le strade per portare aiuti ma la popolazione si lamenta spiega il sacerdote - non li vede di buon occhio, ha paura". Gli operatori Caritas insieme a p. Alex - segretario generale della Commissione salute della Conferenza episcopale indiana - raggiungono le città più colpite con le ambulanze così da non spaventare la gente e spiegano loro la situazione.
P. Noronha annuncia che per oggi è previsto l'invio di ulteriori dottori e medicinali. "Più che di cibo - aggiunge - abbiamo bisogno di abiti caldi e coperte, qui come in Pakistan fa molto freddo in questa stagione e gli sfollati per ora devono dormire all'aperto". "Una delle operazioni più difficili continua - è il trasporto dei feriti all'ospedale le linee sono interrotte e io non so neppure come stanno i sacerdoti e i fedeli della diocesi di Srinegar". Proprio a Srinegar il CRS e la Caritas India stanno lavorando a stretto contatto.
Intanto si muovono anche altre le altre agenzie cattoliche in Asia. Ieri la Caritas coreana, l'agenzia di aiuti della Conferenza episcopale coreana e l'arcidiocesi di Seoul hanno annunciato l'invio di 50 mila dollari Usa ciascuno per l'emergenza in Pakistan attraverso la Caritas Internationalis. La Caritas coreana ha inoltre programmato una campagna nazionale di raccolta fondi con l'aiuto dei media cattolici. (QF)










