Libero su cauzione uno dei principali oppositori di Musharraf

La Corte suprema – presieduta dal giudice Chaudhry che il governo aveva sospeso - ha fissato per Hashmi, in carcere dal 2003, una cauzione di 800 dollari. Intanto la Bhutto conferma che sarà nel Paese per le prossime elezioni, cui parteciperà il suo partito. Vuole tornare anche il premier Sharif, rovesciato da Musharraf.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – La Corte suprema pakistana ha concesso la libertà su cauzione di 50mila rupie (circa 800 dollari) a Javed Hashmi, ex capo di fatto della Lega islamica pakistana e ritenuto tuttora il principale leader musulmano che si oppone al presidente Pervez Musharraf e sostiene l’ex premier in esilio Nawaz Sharif. Intanto la Bhutto conferma che tornerà per le elezioni.

Hashmi è stato arrestato nel 2003 per avere scritto una lettera che ha denunciato fatti di corruzione tra alti ufficiali dell’esercito e ha chiesto un’indagine giudiziale sulla gestione della miniguerra con l’India per il Kashmir nel 1999, quando l’esercito era guidato da Musharraf. La lettera conteneva anche critiche a Musharraf per il sostegno agli Stati Uniti nella guerra in Afghanistan e chiedeva un dibattito parlamentare sulla sua presa di potere nel 1999. Nel 2004 è stato condannata a 23 anni di carcere per incitamento alla ribellione dell’esercito, calunnia e diffamazione, in un processo a porte chiuse che molti Stati esteri hanno ritenuto “poco trasparente”. E’ detenuto a Lahore in attesa del giudizio di appello. Ora potrà uscire, se ottiene la libertà su cauzione per un altro processo, meno grave, per aggressione contro pubblici ufficiali. Hashmi è capo dell’Alleanza per la restaurazione della democrazia, che chiede il ripristino dello Stato di diritto rovesciato dal golpe del 1999.

Il Giudice capo Iftikar Chaudhry, che ha presieduto la Corte, ha detto che “se si considerano i periodici condoni intervenuti, Hashmi ha già scontato l’intera condanna” e che “se anche non possono essere applicati, l’ha quasi scontata, considerata la carcerazione subita”. Chaudhry è stato a luglio reinstallato nell’ufficio di Giudice capo, avendo la stessa Suprema corte ritenute infondate le accuse di abuso di ufficio per le quali il governo lo aveva sospeso.

Il giorno prima, 1 agosto, l’ex premier Sharif ha presentato una petizione alla Corte perché ordini al governo di non ostacolare il suo rientro in Pakistan, dopo 7 anni di esilio.

Musharraf è sempre più criticato e l’opinione pubblica lo contesta anche per l’assalto dell’esercito alla Moschea Rossa, che il 12 luglio ha causato almeno 102 vittime.

Intanto l’ex premier Benazir Bhutto ha confermato che tornerà nel Paese per le prossime elezioni, previste al più tardi per l’inizio 2008, e che alle elezioni parteciperà il suo Partito del popolo pakistano. La Bhutto, in esilio volontario a Londra e Dubai dal 1998 per l’accusa di corruzione, si è incontrata in segreto con Musharraf nei giorni scorsi, per discutere una possibile alleanza politica. Ma ha ribadito che il presidente deve prima rinunciare all’ufficio di capo delle Forze armate, ritenuto incompatibile con la carica di presidente.

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