Madhya Pradesh, ospedale cattolico assalito per una disputa terriera

Il terreno è rivendicato da Chintamani Malviya, membro del partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party. Gli aggressori hanno malmenato le infermiere e preso a spintoni le suore. Il Pushpa Mission Hospital fondato nel 1974, quando nella zona non esistevano strutture mediche.

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) – Un ospedale cattolico è stato attaccato a Ujjain, in Madhya Pradesh, e le infermiere che vi lavorano sono state malmenate dagli aggressori, sostenitori di un parlamentare del Bjp [Bharatiya Janata Party, nazionalisti indù – ndr]. La struttura in questione è il Pushpa Mission Hospital, di proprietà della diocesi siro-malabarese di Ujjain. Ad AsiaNews mons. Sebastian Vadakel, il vescovo, denuncia: “Si tratta di un atto contro la comunità cristiana. La disputa risale alla fine di gennaio, quando sono state presentate false rivendicazioni sulla proprietà. Noi abbiamo tutti i documenti legali validi che provano il [nostro] diritto di proprietà”.

P. Stephen Maria, responsabile delle pubbliche relazioni della regione del Madhya Pradesh, racconta che ieri, “intorno alle 9 di mattina, almeno 50 uomini armati di picconi sono arrivati con le ruspe e hanno demolito il muro di cinta dell’ospedale e recintato 2000 piedi quadrati [circa 185 m², ndr] di terreni appartenenti alla struttura. Essi hanno anche picchiato alcune infermiere e spinto via le suore che erano sopraggiunte a causa del trambusto”. La folla sosteneva di aver ricevuto il permesso da parte di un tribunale locale di occupare il terreno oggetto di controversia. Dietro i facinorosi vi è Chintamani Malviya, membro del Bjp, e il suo assistente personale Gagan Singh, che nel luglio scorso si era già presentato all’ospedale rivendicando il possesso del terreno.

Mons. Vadakel lamenta che “senza alcun ordine, essi sono venuti e hanno demolito il muro e danneggiato il generatore di corrente. Il risultato è stata un’interruzione di energia elettrica in tutto l’ospedale e nel reparto d’emergenza. Anche la fornitura d’acqua è sospesa”. Il vescovo aggiunge che ieri sera “mi sono recato personalmente, insieme a due sacerdoti, dal governatore, cui ho consegnato un memorandum. Circa l’80% dei pazienti del Puspha Mission Hospital appartengono ad altre comunità [religiose]. Il nostro apostolato sanitario serve persone di tutte le fedi senza alcuna discriminazione di casta e di credo”.

L’ospedale è stato fondato il 1° dicembre 1974. A quel tempo in zona non esistevano strutture mediche, né la consapevolezza [dell’importanza] di attivare programmi di cure sanitarie nei villaggi. All’inizio medici e suore si recavano di villaggio in villaggio per effettuare le visite, organizzavano campi medici e distribuivano medicine gratuite.

Alla denuncia di mons. Vadakel si aggiunge quella di mons. Leo Cornelio, vescovo della vicina diocesi di Bhopal. “Condanno con forza l’attacco – recita la dichiarazione ufficiale –. È un piano sistematico per portare disturbo e violenza tra la comunità che vive in pace. Non possiamo più tollerare simili episodi di violenza. Chiedo alle autorità di agire subito contro i colpevoli. È un atto codardo distruggere l’ospedale, mentre il governatore visitava la città di Ujjain”. Nella stessa nota, p. Maria Stephen aggiunge: “L’intera Chiesa cattolica è scioccata. Come minoranza, ci sentiamo insicuri nel mezzo di ripetuti attacchi contro il personale e le istituzioni ecclesiastiche”.

Foto di p. Anthony

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