Ministro dell’interno: le Ong devono dichiarare di non fare ‘conversioni religiose’

Il nuovo Foreign Contribution Registration Rules (Second Amendment) Rules 2019 prevede che tutti i membri devono presentare il documento dal valore giuridico in carta bollata. Sajan K George: “L’obiettivo è colpire le organizzazioni della minoranza cristiana”.

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) – Il ministro dell’Interno dell’Unione indiana ha deciso d’inasprire le regole sul funzionamento delle Ong che ricevono finanziamenti dall’estero, stabilendo che tutti i componenti devono firmare una dichiarazione di “non coinvolgimento in attività di conversioni religiose né per favorire la discordia settaria”. L’irrigidimento delle norme del Foreigners Contribution Regulation Act (Fcra) [la legge che regola l’accettazione e l’utilizzo di fondi stranieri, ndr] è stato stabilito ieri. Secondo gli attivisti, l’obiettivo è colpire le attività dei cristiani in favore dei poveri e degli emarginati.

Ad AsiaNews Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), dichiara: “Le nuove modifiche riaccenderanno le paure di indagini selettive sulle Ong, cancellando la loro registrazione [nell’elenco di quelle che possono operare secondo] il Fcra e congelando i conti bancari. Tra le ragioni ammesse, rientrano tutte le organizzazioni il cui obiettivo può essere interpretato nel più ampio senso di discordia settaria, o con accuse di conversione o come semplice ‘violazione’”.

Secondo le norme del 2011, solo gli alti funzionari avevano l’obbligo di presentare un affidavit [dichiarazione scritta giurata, ndr] per avere accesso ai fondi del Frca. Con il nuovo Foreign Contribution Registration Rules (Second Amendment) Rules 2019, tutti i membri devono presentare il documento in carta bollata, pagando un francobollo del valore di 10 rupie [0,12 euro] e con l’attestazione di un notaio pubblico.

Sajan K George ricorda che “nel 2016 in Jharkhand il Dipartimento dell’interno del governo guidato dal Bjp [Bharatiya Janata Party, nazionalisti indù] ha chiesto la cancellazione della licenza di 96 Ong. Un gran numero delle associazioni menzionate sulla lista erano gestite da missionari cristiani o finanziate da agenzie sostenute dalla Chiesa del Jharkhand, come le scuole, i college, gli ospedali e i dispensari nelle aree rurali”.

Il presidente del Gcic evidenzia che “è importante e essenziale la trasparenza nel funzionamento delle Ong, ma queste nuove modifiche sembrano fatte al solo scopo di colpire le organizzazioni gestite dalla minoranza. Invece sono i gruppi di estrema destra che fanno accuse di conversioni religiose senza prove e fabbricate. Sono loro che fomentano le tensioni settarie e la discordia con lo spauracchio delle conversioni [forzate al cristianesimo]”.

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