Nuovo arcivescovo in Orissa: sono un tribale, consolerò la mia gente

Il pastore di Cuttack Bhubaneshwar, mons. John Barwa è lo zio di Meena Barwa, la religiosa stuprata durante le violenze anticristiane di Kandhamal nel 2008. La suora gli ha promesso: “Tutte le mie sofferenze, il mio dolore e la mia umiliazione le offro per te, per la tua missione di arcivescovo”.

di Nirmala Carvalho

Bhubaneshwar (AsiaNews) – Il nuovo arcivescovo di Cuttack-Bhubaneshwar, mons. John Barwa, titolare di Rourkela, nell’Orissa, ha parlato in esclusiva ad AsiaNews  sulla sua nomina, sulla storia del suo popolo e sulle vicende che hanno accompagnato la Chiesa nella regione. “Indegno come sono, è Lui che mi ha manifestato il suo grande amore nel viaggio della mia esistenza; dalle mie umili origini tribali, alla chiamata a servire come prete, come provinciale, come vescovo e ora come arcivescovo. E’ solo grazie all’amore compassionevole di Dio, e alla vicinanza della sua Madre benedetta che mi ha accompagnato nel mio percorso di fede e di servizio alla Chiesa e al mio popolo che tutto ciò è potuto accadere”.

L’arcivescovo ha tenuto particolarmente a ricordare che l’annuncio della nomina è avvenuto “nella festa di nostra Signora di Lourdes; questo è provvidenziale, perché la Madre benedetta è stata una compagna costante nella Via Crucis della mia vita, della mia famiglia e del mio popolo. Ieri, prima dell’annuncio, ero in adorazione davanti al Sacramento. Mi sentivo molto a disagio, e turbato. Ho pregato affinché il Signore e sua Madre mi aiutino in questa nuova responsabilità, nella guida del mio gregge; e che lo Spirito santo mi accompagni in questo compito”.

L’arcivescovo neo-eletto è lo zio di Meena Barwa, la religiosa che ha sofferto violenza e stupro durante i pogrom del Kandhamal del 2008. “Suor Meena è stata una delle prime persone a farmi gli auguri, ed era piena di gioia” ha detto mons. Barwa, citando le parole della suora. “Zio, il Signore è così buono con la nostra famiglia. Il mio cuore canta per la grandezza di Dio. Zio, guiderai il nostro popolo nella verità , nella pace e nella giustizia. Tutte le mie sofferenze, il mio dolore e la mia umiliazione le offro per te, per la tua missione di arcivescovo. Dio ti guiderà e Maria ti proteggerà. Pregherò continuamente per te. Questo è un segno delle continue benedizioni di Dio per il nostro popolo e la nostra Chiesa”. Così ha raccontato l’arcivescovo, aggiungendo che “le sofferenze di Meena stanno portando frutti per la Chiesa, per il popolo dell’Orissa e per la mia famiglia”.

L’arcivescovo è ben conscio delle difficoltà legate alla situazione: “Il mio motto è : ‘Venga il Tuo regno”, e il regno di Dio è pace, giustizia e amore, in opposizione all’odio, alla violenza e all’ingiustizia; è l’amore di Cristo che ci spinge a lavorare per la giustizia e la verità”.

L’arcivescovo ha ricordato che proprio per i suoi legami familiari, e come zio di Meena “conosco il dolore, l’angoscia e le sofferenze del mio popolo. Mia nipote è dovuta passare attraverso una sofferenza intensa, e ancora soffre. Essendo anch’io un tribale capisco ogni umiliazione e sofferenza. Ho un’esperienza concreta della resurrezione e della vittoria della vita sulla morte. Questo sarà di sostegno alla mia gente, e al mio servizio alla Chiesa di Cuttack Bhubaneshwar. Sono parte della Chiesa sofferente dell’Orissa; posso consolare la mia gente”.

 

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