Orissa: attacco notturno di fondamentalisti contro i missionari di Madre Teresa

Le suore e il sacerdote sono in fuga e nascosti nella foresta. In applicazione ancora il coprifuoco. A Natale il Vhp (Vishva Hindu Parishad) ha celebrato il ritorno all’induismo di 187 persone. Manifestazione indetta a New Delhi

di Nirmala Carvalho

New Delhi (AsiaNews) – Continuano le violenze contro i cristiani nell’Orissa. La scorsa notte una casa dei Missionari della Carità, il ramo maschile dell’ordine di Madre Teresa, è stata attaccata dai fondamentalisti indù a Kandhamal. Il fratello Sadasananda e la casa Shanti Niwas  di Madre Teresa hanno subito violenze. Attaccato anche il convento delle suore di san Giuseppe di Annecy.

L’attacco è avvenuto in piena notte, nonostante il coprifuoco che regna nella zona. Le suore e il sacerdote della missione sono fuggiti e sono nascosti nella foresta che circonda l’area. Intanto, nella capitale indiana i cristiani di tutte le denominazioni hanno organizzato per oggi pomeriggio una imponente manifestazione contro le violenze in Orissa.

Dalla sera della vigilia di Natale, uno “sciopero” lanciato dal Vhp (Vishva Hindu Parishad, un’organizzazione fondamentalista indù, nota per la sua violenza) ha fatto diverse vittime e ha distrutto chiese, conventi, case, negozi di cristiani.

Secondo il Global Council of Indian Churches (Gcic), presente nell’Orissa, “300 case di cristiani sono state bruciate e 3 fedeli sono morti in un incendio a Barakamal”.

Il coprifuoco rimane applicato in 4 delle cittadine dove sono avvenute le violenze: Baliguda, Daringibadi, Brahmanigaon e Phulbani. T K Mishra, segretario degli Affari interni, ha assicurato che la situazione è sotto controllo, anche se ieri e stanotte sono avvenute violenze sporadiche.

Sajan George, presidente nazionale del Gcic ha dichiarato ad AsiaNews che “i radicali del Vhp hanno cercato di uccidere il pastore Bikay Charan Sethi a Bamunigam. Gli hanno gettato addosso una bottiglia molotov e ora soffre per ustioni al 50% del corpo”. Intanto, le violenze si diffondono in tutti i distretti vicini: Boudh, Gajapati, Koraput  e Kalahandi.

Gli attivisti del Vhp hanno scatenato le violenze di questi giorni per bloccare le conversioni al cristianesimo, accusando le chiese cristiane di proselitismo. Il giorno di Natale, il 25 dicembre, il Vhp ha celebrato il “ritorno” di 187 cristiani all’induismo. Con una cerimonia a Chikita, nel distretto di Sundergarth (Orissa), 103 uomini e 84 donne, appartenenti a 82 famiglie hanno festeggiato la loro “riconversione” (definita “barabartan”, il ritorno a casa), ricevendo delle immagini di divinità indù. Presenti alla cerimonia anche alcune autorità politiche dello Stato.

Dal 24 dicembre ad oggi i gruppi del Vhp hanno assaltato almeno 20 istituzioni cristiane in Orissa. L’ondata di violenze ha portato alla distruzione di 18 fra chiese e cappelle, 4 conventi, 8 ostelli, 15 negozi di cristiani.

Dalle 16 alle 18 oggi a New Delhi si terrà una manifestazione contro le violenze anti-cristiane. Tutta la popolazione è invitata. Fra i partecipanti vi saranno l'ex primo ministro VP Singh, l'arcivescovo di Delhi, msgr Vincent Concessao, John Dayal, dell'All India Catholic Council e molte organizzazioni a difesa dei diritti umani.

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