Orissa, voti temporanei e perpetui per otto suore, il ‘canale di Dio per giungere ai poveri’

Nella cattedrale di Cuttack-Bhubaneswar quattro suore hanno espresso i voti temporanei; quattro quelli perpetui. Le suore di S. Giuseppe di Annecy sono state le prime a lavorare in Orissa. Il loro impegno va dal capo educativo, medico, dello sviluppo, alla catechesi e all’evangelizzazione.

di Nirmala Carvalho

Cuttack-Bhubaneswar (AsiaNews) – Le quattro suore che hanno preso i voti temporanei e le quattro che hanno emesso la professione perpetua sono – insieme alle loro consorelle – “il canale di Dio per giungere ai poveri”. Lo afferma mons. John Barwa, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar (Orissa), che ha presieduto la messa della loro professione il 16 gennaio scorso nella cattedrale della città.

Le suore che hanno pronunciato i voti appartengono alla congregazione delle suore di S. Giuseppe di Annecy. Nirmala Jose, Vimala, Keerthana e Mary Hyma hanno preso i voti perpetui; Biddika Radha, Jhumuri, Pushpa, e  Shushmita Lakra hanno preso quelli temporanei.  A causa delle regole legate alla pandemia, la cerimonia non ha radunato molte persone, ma è stata “piena di valore spirituale” e con elementi culturali locali, come la danza di benvenuto all’inizio della celebrazione.

Mons. Barwa spiega: “Queste suore appartengono alla prima congregazione venuta a lavorare in diocesi. Esse portano speranza e cambiamento nella vita delle persone, offrendo loro opportunità per affrontare i loro bisogni spirituali e materiali”. Le suore sono impegnate nell’educazione, nel campo della salute, dello sviluppo, ma anche nella catechesi e nell’evangelizzazione. In pratica, il catechismo dei bambini, dei giovani e degli adulti è affidato a loro. Ma esse si prendono cura anche dei giovani che hanno abbandonato la scuola, aiutandoli a imparare un mestiere da sarto, tecnico di computer, nel campo alberghiero e come badante o infermiere. Esse hanno anche un progetto speciale per le donne, per educarle e renderle autonome.

“Le suore – continua il prelato – si prendono cura soprattutto dei bambini nei villaggi, dando loro gusto per la preghiera e per la fede. Nella provincia vi è una povertà abissale. Esse sono il canale di Dio per giungere ai poveri, ai deboli, i malati e gli anziani, facendo fare loro esperienza di Dio e della ricchezza della loro vita e rendendoli presto cittadini coscienziosi della nostra amata India”.

Suor Leena, superiora provinciale, è grata a mons. Barwa: “Nella sua omelia, il vescovo ha sottolineato la figura di Maria Madre di Dio e ha chiesto alle suore di prendere Maria come modello del loro impegno religioso in tempi come questi pieni di avversità, di materialismo e di confusione prodotta dai social media. In questo tempo di coronavirus, poi, è importante seguire il Cristo crocifisso e allargare il regno di Dio”.

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