Rompere il silenzio sull’intolleranza: lettera aperta di 101 intellettuali indiani

Fra i firmatari della lettera vi sono molti amici di AsiaNews. In tre anni vi sono stati almeno 600 violenze contro chiese, pastori, fedeli, attentati alla nutrizione e stupri di suore. Cresce anche la violenza contro i Dalit e contro i musulmani. L’odio viene diffuso anche da ministri e personalità pubbliche. Occorre agire “prima che sia troppo tardi”.

New Delhi (AsiaNews) - “Salvaguardare la pluralità e la diversità culturale e religiosa dell’India, i valori costituzionali della repubblica, quali la laicità e il socialismo”: è il motivo che spinge 101 intellettuali a scrivere e pubblicare una lettera aperta rivolta ai leader delle Chiese cristiane perché agiscano “prima che sia troppo tardi”. Il problema che essi vogliono fermare è la “zafferanizzazione” della società, lo scivolare verso una società indù sempre più intollerante verso le altre comunità religiose e i fuori casta.

Fra i firmatari vi sono alcuni collaboratori di lunga data di AsiaNews: il p. Cedric Prakash, il giornalista John Dayal, Ajay Kumar Singh, Dominic Emmanuel e molti altri che lavorano nel campo dell’educazione, della legge, dell’attivismo sociale.

“Il numero di atti violenti contro i cristiani durante questi tre anni (2014-2016) - si dice nella lettera - sono oltre 600, compreso una crescente dimensione di boicottaggio sociale che viola i diritti alla vita, al cibo, al sostegno. Ciò include violenza fisica, blocco della preghiera nelle chiese, attacchi alle chiese, arresti di pastori e dei loro fedeli, stupri di suore. L’Ufficio nazionale per i crimini nel 2014 ha documentato 47.064 atti di violenza contro i Dalit, in aumento rispetto ai 32643 nel 2010. La violenza contro i musulmani sta raggiungendo livelli allarmanti. L’odio viene sputato non solo da personaggi non statali, ma anche da funzionari politici e perfino da membri del parlamento, e talvolta da ministri. Tutto ciò costituisce la base di questa violenza, capace di soffocare le voci che cercano giustizia”.

“Quello che una volta era qualcosa di marginale - si ribadisce -  ora è divenuto la corrente principale. C’è un piano sistematico per minare la costituzione. Le macchinazioni ufficiali sembrano andare in tandem con i vigilantes. Linciaggi sommari, vittime accusate come colpevoli, processi fabbricati - tutto sulla base di una sola religione e identità di casta. I media sembrano muti, silenziosi nell’auto-censura, soffocati dallo Stato, o tenuti al guinzaglio dai loro padroni. Le notizie false sono l’ultima goccia”.

I 101 firmatari criticano i leader ecclesiali per il loro silenzio, sebbene in passato la comunità cristiana abbia operato in modo profetico a difendere la giustizia, I diritti umani e la libertà, specie per gli oppressi e gli emarginati.

“La Chiesa guidata da voi, ha bisogno di agire prima che sia troppo tardi. Questa è la lezione che traiamo dalla storia. È tempo di levarsi con le vittime per essere la voce dei poveri e degli emarginati; tempo di collaborare ed essere partner della società civile per diffondere la verità; tempo di prendere decise iniziative per prevenire ulteriori erosioni ai valori umani e costituzionali.

Vi chiediamo umilmente, voi leader cristiani e capi delle Chiese, di riflettere e guidare le comunità sulla via della verità, dell’amore e della giustizia”.

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