Rubate le ceneri di Gandhi. Sul suo memoriale, la scritta ‘traditore’

Il mausoleo trafugato è quello di Bapu Bhawan, in Madhya Pradesh. Il furto è avvenuto il giorno in cui ricorreva il 150 anniversario della nascita. Il Mahatma è considerato il “padre della patria”, ma gli ultranazionalisti indù lo criticano per essersi “arreso” ai musulmani. Le sue ceneri sono sparse in diversi memoriali.

di Anna Chiara Filice

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Alcuni ladri hanno trafugato le ceneri del Mahatma Gandhi dal memoriale di Bapu Bhawan a Rewa, in Madhya Pradesh, e deturpato la sua immagine con la scritta “traditore” (foto 2). La vandalizzazione del mausoleo è avvenuta il 2 ottobre, giorno in cui ricorreva il 150mo anniversario della nascita del famoso politico e pacifista indiano.

La profanazione del luogo dedicato al “padre della nazione” indiana è stata scoperta da Mangaldeep Tiwari, il custode. Egli definisce il furto e la deturpazione dell’immagine un atto “vergognoso”. Le ricerche sono partite in seguito alla denuncia presentata da Gurmeet Singh, leader locale del partito del Congress.

Per ora, il premier Narendra Modi – che pure aveva reso omaggio al padre della patria presso il memoriale di Ahmedabad – non ha rilasciato commenti. Intanto la polizia di Rewa ha aperto un’indagine sull’incidente e registrato il caso come “pregiudizio all’integrazione nazionale” e potenziale violazione della pace in base alle sezioni 153B, 504 e 505 del Codice penale indiano.

Gandhi ha condotto la lotta per l’indipendenza dal dominio britannico teorizzando, e attuando tramite una vita frugale e stretto digiuno, la pratica della “non-violenza” come metodo pacifico di boicottaggio contro i dominatori. Egli è venerato da molti indiani, ma al tempo stesso osteggiato dagli ultranazionalisti indù che ne criticano le posizioni come troppo “arrendevoli” nei confronti dei musulmani.

Nel 1948 il Mahatma è stato assassinato da Nathuram Godse, un fanatico indù militante del Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss), gruppo paramilitare e ultranazionalista di cui faceva parte in gioventù anche il premier Modi. Questa fazione sostiene la dottrina dell’Hindutva, ideologia che vuole creare uno Stato confessionale indù, considera l’induismo un’identità etnica, culturale e politica, e ammette atti di violenza e discriminazione dei confronti delle minoranze etniche e religiose.

Dopo la sua morte, i resti di Gandhi sono stati cremati, come vuole la tradizione indù. Tuttavia, contravvenendo alla pratica per via della sua fama, le ceneri sono state divise e trasportate in vari memoriali, tra cui quelli dissacrato in Madhya Pradesh.

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