Sacerdote indiano: L'Evangelii Gaudium sfida il popolo di Mumbai

P. Aniceto Pereira, vice rettore della basilica di Nostra Signora del Monte a Bandra, commenta l'Esortazione apostolica di papa Francesco, "il Giovanni Battista di questa generazione". Secondo il sacerdote, nel documento le critiche alla cultura e all'economia di oggi toccano da vicino la città indiana, stretta tra "una ricchezza sfavillante e una povertà che uccide, anche a livello spirituale".

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) - L'Evangelii Gaudium di papa Francesco "affronta le battaglie, le preoccupazioni e le sfide della città di Mumbai, che riguardano la sopravvivenza fisica, emotiva e spirituale". È quanto afferma ad AsiaNews p. Aniceto Pereira, vice rettore della basilica Nostra Signore del Monte a Bandra, quartiere a maggioranza cattolica della metropoli indiana. In particolare, sottolinea il sacerdote, è "il secondo capitolo a parlare della nostra situazione", in un modo che rende il pontefice "il Giovanni Battista di questa generazione".

"Nella sfavillante Mumbai - spiega p. Pereira - chi è colpito dalla povertà muore di fame e malnutrizione. Il crescente divario tra ricchi e poveri è motivo di grande preoccupazione, e questi morti non sono una rarità, ma centinaia di migliaia. Tutto ciò è immorale".

Ma la sopravvivenza fisica, aggiunge, riguarda anche la crisi immobiliare che colpisce la città. "I più poveri vivono in baracche. Qui la poca igiene, i problemi igienico-sanitari, la mancanza di acqua potabile e la presenza di rifiuti ovunque aggravano lo stato di salute dei poveri e rischiano di trasformare queste persone in 'residui urbani'". Al tempo spesso, spiega, "altri quartieri sono stati costruiti con un ideale di protezione ed 'esclusività', ma manca lo spirito di integrazione e le persone 'diverse' vengono allontanate". Questa condizione corrisponde a quanto affermato da papa Francesco nell'Esortazione: "Per poter sostenere uno stile di vita che esclude gli altri, o per potersi entusiasmare con questo ideale egoistico, si è sviluppata una globalizzazione dell'indifferenza".

Dal punto di vista della "sopravvivenza emotiva", il vice rettore della basilica nota che a Mumbai "si sta sviluppando una nuova cultura, fatta di lunghe ore di lavoro, assenza da casa e dalla famiglia, crescente quantità di reddito discrezionale. Questa cultura però non sempre si basa su valori, e questo provoca traffico umano, sfruttamento di minori, abbandono di anziani e infermi, corruzione".

Infine, nella città "c'è una grande crisi spirituale. Il relativismo dilaga, come testimoniano i divorzi, la cultura della co-abitazione e gli attacchi alla cultura della vita: aborti, suicidi femminili, abbandono degli anziani, la vulnerabilità delle bambine e dei non nati, la fecondazione assistita e la maternità surrogata. Per riempire il vuoto lasciato da questo razionalismo secolare, le persone si affidano sempre più a nuovi movimenti religiosi e a ideologie new age". 

 

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