Singh invita gli Stati indiani a garantire la sicurezza della minoranza islamica

Ad un incontro con i capi dei singoli Stati dell'Unione indiana, il premier sottolinea la necessità di una politica di dialogo e non di razzismo con la comunità musulmana. Soddisfazione della Conferenza episcopale e degli attivisti per i diritti delle minoranze.

di Nirmala Carvalho

Delhi (AsiaNews) – L'invito ai governi locali a rispettare le minoranze, rivolto dal primo ministro indiano ai capi dei singoli Stati dell'Unione "è giunto a tempo e rassicura la popolazione, in special modo i membri delle comunità minori".

E' questo il commento rilasciato ad AsiaNews da p. Babu Joseph, portavoce della Conferenza episcopale indiana e direttore dell'Ufficio per i media, alle parole pronunciate da Manmohan Singh il 5 settembre scorso.

Il politico, intervenendo ad un plenum dei singoli capi degli Stati che compongono l'Unione indiana, li ha avvertiti "dell'errore che si cela nel radicalizzare ed imputare a tutti i musulmani i mali del terrorismo: questo è sbagliato, e fa del male alle politiche di pace che portiamo avanti nel Paese".

"Occorre con urgenza una politica che assicuri protezione agli innocenti – ha ribadito Singh – e garantisca loro che gli atti di alcuni singoli non ricadono sull'intera comunità. Al posto dello scontro di civiltà, abbiamo bisogno di una convergenza di civiltà, e questo vale per tutte le minoranze".

Il p. Joseph sottolinea come "la richiesta del premier di identificare i criminali nella società e correggere solo i loro atteggiamenti, senza far ricadere le colpe su un'intera comunità, deve essere visto come un passo in avanti fatto in un'atmosfera in cui sembra che elementi senza legge prendono possesso in maniera indiscriminata di parti della società".

"Un crimine è un crimine – aggiunge – e come tale deve essere trattato. E' fondamentale che da esso venga tolto ogni riferimento alle appartenenze politiche, etniche o religiose".

John Dayal, presidente dell'All India Catholic Union, si dice "felice" dell'intervento di Singh. "Credo che il premier – dice ad AsiaNews – abbia fatto una cosa molto importante. Non si possono accusare tutti i musulmani del terrorismo islamico. Noi siamo contro il terrorismo, nel mondo ed in India, qualunque sia il motivo che lo provoca, ma non siamo contro i musulmani".

"La lotta contro questo fenomeno – continua - deve essere combattuta con coraggio ed unità, senza però scendere ad un livello disumano e violare i diritti umani delle persone. Non vi devono essere stereotipi etnici e generalizzazioni. Le amministrazioni statali, chi le guida e le loro forze di polizia faranno bene a ricordarlo".

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