Un villaggio indù boicotta i cattolici perché non pregano i loro dei

I cattolici di Magalawada (Karnataka) non pregano le deità indù, e gli indù decidono di boicottarli. In realtà i leader indù vedono minacciato il loro potere. Vescovo di Karwar: ci boicottano perché aiutiamo i poveri e gli emarginati, senza discriminazioni.

di Nirmala Carvalho

New Delhi (AsiaNews) –Il villaggio di Magalawada a Haliyal (Karnataka), diocesi di Karwar, è stato colpito da vari casi di colera e gli anziani hanno deciso di pregare la deità protettrice per 2 martedì e 3 venerdì durante questo mese “Shravana”, che per l’almanacco indù è un periodo di buon auspicio. Nei giorni di preghiera sono anche sospese le attività, dall’agricoltura al commercio.

I cattolici all’inizio hanno aderito, ma poi hanno ripreso le ordinarie attività, anche nei giorni di preghiera.

I leader indù hanno allora deciso un boicottaggio totale dei cattolici nella vita del villaggio: proibito per gli indù utilizzare i veicoli dei cristiani, o prenderli sui propri veicoli. Proibito fare acquisti in negozi di cattolici o affari di qualsiasi tipo con loro, vietato assumere lavoratori cattolici. I macchinari agricoli dei cattolici non saranno riparati. I bambini devono persino astenersi dal consegnare i quotidiani nelle case cattoliche.

Gli studenti non devono più frequentare le scuole cattoliche, sabato 28 agosto in una classe c’erano solo 4 studenti indù su 42.

Mons. Derek Fernandes, vescovo di Karwar, dice ad AsiaNews la sua “profonda tristezza per il boicottaggio dei cattolici in questo villaggio, ma questo ostracismo è soltanto conseguenza del nostro impegno a servire i poveri e gli oppressi e vale solo a rafforzare il nostro impegno a lavorare per creare una società di giustizia, pace e amore”.

Il vescovo è convinto che questo boicottaggio voglia colpire proprio il lavoro dei cattolici nel villaggio. Infatti spiega che “a Magalawada la Chiesa aiuta le donne [a una maggior consapevolezza] tramite… programmi di istruzione e la creazione  di gruppi di aiuto (Balawadi), attività di cui il 70% dei partecipanti non sono i cristiani del villaggio”.

“Il villaggio è stato pacifico, fino ad epoca recente quando alcune persone hanno iniziato a cercare di ingannare la gente per raggiungere propri interessi. Tra le circa 250 famiglie del villaggio ce ne sono 2 musulmane, circa 30 famiglie Dalit e 108 cristiane. I poveri Dalit sono sempre stati maltrattati”.

“Si dice che 6 persone sono morte per il colera. I cattolici hanno iniziato a spiegare ai residenti l’importanza dell’igiene personale e a coordinare gli sforzi per avere acqua pulita e sicura, come pure [hanno cercato di] eliminare alcune superstizioni. Questo ha portato a incomprensioni che hanno causato il boicottaggio”.

“Nella città Haliyal, a circa 6 chilometri dal villaggio, la diocesi di Karwar conduce scuole in lingua inglese e in Kannada [lingua del gruppo dravidico molto parlata nel sud del Karnataka] e il 90% degli studenti sono indù, c’è un ospedale ben avviato, e in un villaggio vicino c’è un Centro Sociale utilizzato da persone di ogni ceto e condizione sociale, specie i poveri. La Chiesa non discrimina sulla base di casta o di fede. Questo boicottaggio sociale rinforza la nostra missione di dare maggiore dignità e potere sociale ai poveri e agli emarginati della diocesi, senza discriminazioni”.

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