Una famiglia comunità di pace: padre, madre e 12 figli

A commento del messaggio di Benedetto XVI per la prossima Giornata mondiale della pace, dedicato alla famiglia, l'esperienza di genitori indiani: dalla nascita della prima figlia handicappata alla scoperta del cristianesimo alla scelta di una vita missionaria, seguendo vie diverse da quelle edoniste.

di Nirmala Carvalho

New Delhi (AsiaNews) – Phillip e Joan Marcelline sono indiani ed hanno 12 figl; sono una famiglia che è davvero una scuola di vita e di pace, secondo la definizione data da Benedetto XVI nel messaggio per la prossima Giornata mondiale della Pace. Nel documento, il Papa parla della “famiglia umana, comunità di pace”, valore sociale e baluardo della stabilità sociale. In un’epoca edonista in cui si vuol relegare la famiglia ad un ruolo soltanto privato e consumistico, AsiaNews presenta la "contro-testimonianza" dei coniugi Marcelline.

La loro prima figlia, Sarah, nata nel 1986, ha subito danni cerebrali durante il parto: il cordone ombelicale le ha serrato il collo, lasciandola senza ossigeno e causando inguaribili handicap fisici e mentali. “All’inizio – raccontano i coniugi Marcelline – siamo rimasti distrutti, chiedendoci perché Dio lo avesse permesso”.

Per prendersi cura di Sarah, Joan ha rinunciato al suo lavoro. “Non è stato difficile – spiega – perché ho subito capito che questa bambina era la cosa più importante. Anche un vago accenno di sorriso sul suo volto mi bastava. La mia giornata cominciava all’alba e terminava a notte tarda. Ma non mi sono mai lamentata: c’era troppo da fare e la sera ero troppo esausta per lamentarmi, cadevo subito addormentata”. “Ora – prosegue – Sarah ha altri 11 fratelli e sorelle che si prendono sempre cura di lei”.

Pochi mesi dopo la nascita di Sarah, Phillip e Joan hanno conosciuto la Parola di Dio, tramite una comunità neocatecumenale. “L’Eucarestia – dice Phillip – è stata per noi una fonte concreta di vita e speranza, nella nostra miseria”. “Prima della nascita di Sarah, il nostro matrimonio appariva felice, avevamo un buon lavoro e un florido stile di vita a Calcutta. Ma nella nostra vita domestica cominciavamo a separarci, discutevamo sempre e ciascuno voleva solo prevalere sull’altro”.

Circa un anno dopo Sarah, due giorni prima del Natale 1987 è nato il secondo figlio, David, del tutto normale.

“Nel giugno 1988 – racconta Phillip – ci siamo sentiti chiamati a offrire le nostre vite a Dio e siamo andati in missione nel Pune Maharashtra. Ora abbiamo 12 figli e l’ultima, Lydia, è stata battezzata nel novembre 2007 dal cardinale Telesphore Toppo nel fiume Giordano, in Israele”.

I due coniugi, oltre a seguire i molti figli, fanno catechesi nelle parrocchie della diocesi di Pune e seguono le comunità cristiane locali. A tutti testimoniano che nella loro vita hanno sofferto “povertà, rifiuto, solitudine e anche il dubbio, ma Dio ci è stato vicino in ogni difficoltà”.

“Guardando alla nostra famiglia – dice Phillip – mi sento colmo di gratitudine verso Dio. Quando siamo tutti seduti intorno al tavolo per la cena, per benedire Dio e dividere il cibo, capisco che la famiglia è davvero una comunione di Amore e di Pace. La nostra ampia famiglia è una scuola in cui ognuno impara a prendersi cura, condividere e aiutare l’altro, con amore e spirito di servizio, e impara a perdonare e a non serbare rancore”. “A essere davvero ‘una comunità di pace’, come dice il Papa”.

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