Delhi (AsiaNews) - La conferenza episcopale indiana (Cbci) lancia un appello al ministero degli Esteri di New Delhi, perché faccia “tutto il possibile” per assicurare la salvezza e il rilascio di p. Tom, il salesiano sequestrato da un commando estremista ai primi di marzo. In una lettera ufficiale indirizzata al ministro Sushma Swaraj e inviata per conoscenza ad AsiaNews, i vescovi auspicano un “intervento urgente” del governo per conoscere “la vera sorte” del sacerdote. I presuli, che fin dai primi giorni del sequestro si erano rivolti al Primo ministro e alle massime cariche dello Stato, chiedono inoltre di adottare “tutti i mezzi possibili” per ottenerne la liberazione.
In risposta, un funzionario di primo piano del dicastero ha assicurato che il ministro riceverà a breve una delegazione dei vescovi e condividerà tutte le “informazioni disponibili e pertinenti” la liberazione del sacerdote.
Dal 4 marzo scorso p. Tom Uzhunnalil è nelle mani del gruppo jihadista, con tutta probabilità legato allo Stato islamico (SI), che ha assaltato una casa di riposo per malati e anziani delle missionarie della Carità ad Aden, nel sud dello Yemen. Nell’attacco sono state massacrate quattro suore di Madre Teresa e altre 12 persone, presenti all’interno della struttura.
Finora non vi sono state notizie ufficiali sulla sorte del 56enne sacerdote nato a a Ramapuram, vicino a Pala (Kottayam, Kerala), da una famiglia profondamente cattolica. Suo zio Matteo, morto lo scorso anno, anch’egli salesiano, è il fondatore della missione in Yemen. P. Tom si trovava in Yemen da quattro anni.
All’inizio della scorsa settimana in India sono circolate voci - senza fondamento - di un piano elaborato dai rapitori che prevedeva la tortura, l’uccisione e la crocifissione del sacerdote lo scorso 25 marzo, in concomitanza con il Venerdì Santo in cui si ricorda la passione e morte di Cristo. Si tratta di voci per nulla confermate e smentite a più riprese dai salesiani e dal Vicariato d’Arabia, ma che hanno contribuito ad alimentare i timori sulla sorte del sacerdote indiano. In risposta, la Famiglia salesiana ha chiesto di pregare per p. Tom in occasione del Giovedì Santo e nelle principali celebrazioni dedicate alla Pasqua.
Nella lettera inviata dai vescovi, a firma del vice-segretario generale mons. Joseph Chinnayyan, si sottolinea che il quartier generale Cbci a Delhi è in “contatto costante” con il governo, il quale si sta impegnando in modo “serio e sincero” per avere notizie di p. Tom. Tuttavia, nonostante lo sforzo profuso ad oggi non vi è alcuna “risposta definitiva” sul luogo in cui è detenuto o il motivo per cui è stato sequestrato dai miliziani dello SI.
Condannando le voci che si sono diffuse la scorsa settimana in merito a una presunta crocifissione di p. Tom, i vescovi sottolineano inoltre che è “interesse” del “nostro Paese aumentare gli sforzi per verificare la veridicità” di queste “voci inquietanti”. Ringraziando per l’impegno mostrato anche dal Vaticano, attraverso i suoi canali diplomatici, per avere notizie del salesiano, i vescovi invitano a continuare a pregare per la salvezza del sacerdote.










