Vescovi indiani: Solidarietà ai pellegrini indù colpiti dalle alluvioni

La Conferenza episcopale dell’India manda un messaggio alle vittime dei monsoni. Ancora grave il bilancio in Uttharkhand: oltre 150 vittime, almeno 50mila pellegrini ancora bloccati nel fango. Caritas e ong diocesane affiancano gli enti statali nelle operazioni di soccorso.

di Santosh Digal

New Delhi (AsiaNews) - La Conferenza episcopale indiana esprime "profonda preoccupazione" per la devastazione causata da alluvioni e frane che hanno colpito molte zone dello Stato di Uttarkhand e che ha prodotto gravi perdite umane. A oggi il bilancio parla di oltre 150 morti e decine di migliaia di indù colpiti dalle piogge torrenziali durante un pellegrinaggio. Le forze dell'ordine hanno portato in salvo oltre 30mila persone, ma altre 50mila sono ancora intrappolate nel fango.

"È doloroso sapere che migliaia di pellegrini e locali sono bloccati - afferma mons. Albert D'Souza, segretario generale della Cbci, in un messaggio ufficiale - e che i tanti santuari e luoghi sacri di Kedarnath sono stati danneggiati in modo grave. Oltre a esprimere le nostre condoglianze per la morte delle tante vittime, la Conferenza episcopale desidera esprimere la propria simpatia e solidarietà alle migliaia di pellegrini intrappolati, e a tutte quelle persone che hanno perso la propria casa".

Attraverso la Caritas e le ong diocesane, la Chiesa indiana affianca le agenzie governative per fornire soccorso e assistenza alle vittime delle alluvioni. 

 

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