Vescovo di Bangalore: pieno di falsità il rapporto sui massacri anti-cristiani in Karnataka

Per mons. Moras il rapporto, sulle violenze anticristiane nel Karnataka, è superficiale, atto a creare divisioni e a ledere i diritti dei cristiani, e chiede nuove e obiettive indagini. Sajan George, del Global Council of Indian Christians vuole accusare la Commissione per “ingiuria e diffamazione” anticristiana.

New Delhi (AsiaNews) – Dura presa di posizione dei cattolici verso il rapporto della Commissione di Giustizia Somashekara sui massacri anticristiani nel Karnataka nel 2008 e nel 2009. Il 5 febbraio scorso, l’arcivescovo Bernard Moras, in una conferenza stampa presso l’arcivescovado a Paalanaa Bhavana, Bangalore, ha indicato che il rapporto può creare divisioni e persecuzioni, invece che accertare la verità.

Il rapporto non individua responsabilità né di gruppi organizzati, né dello Stato nei massacri perpetrati per settimane contro i cristiani.

Mons. Moras, presidente del Consiglio Episcopale Cattolico del Karnataka, qualifica il rapporto come “divisionista” (poiché continua a parlare dei cristiani come ‘gli altri’), generico (in quanto seppure dà atto che “alcuni attacchi furono deliberati e ben pianificati”, “non identifica le persone e le organizzazioni” che li hanno voluti), “mera propaganda” (anche perché considera le conversioni cristiane ottenute con fondi stranieri e indica la necessità di leggi speciali per controllare i luoghi di culto e le attività dei cristiani, quasi fossero attività antisociali), “legittimante la posizione dello Stato” del Karnataka (che ha assistito agli attacchi violenti e prolungati contro i cristiani, spesso senza intervenire per impedirli e prevenirli) e “fautore di uno Stato di Polizia” (chiedendo la creazione di un corpo di polizia speciale per i conflitti religiosi, mentre “in una democrazia una simile istituzione potrebbe soltanto indebolire il pluralismo e la diversità”).

In  conclusione mons. Moras, a nome della comunità cattolica, chiede un “immediato intervento del governo dello Stato” per riprendere le indagini e infine accertare la verità sulle violenze contro i cristiani e le chiese, identificare i responsabili a ogni livello, indicare le responsabilità anche omissive delle autorità pubbliche e prevedere giusti indennizzi per gli individui e i gruppi colpiti, nello Stato indiano secolare, pluralista e rispettoso di tutte le fedi, tradizioni ed eredità.

Analoghe critiche sono svolte dal Global Council of Indian Christians (Gcic). Sajan K George, presidente del Gcic, in una lettera a Sr Hans Raj Bhardwai, governatore del Karnataka, chiede di non accettare le conclusioni della Commissione e di metterla sotto accusa per “ingiuria e diffamazione per il biasimevole rapporto pubblicato per demonizzare la minuscola comunità cristiana del Karnataka”. Infatti la Commissione, invece di accertare le responsabilità negli attacchi contro i cristiani, ha usato il rapporto per cercare di interferire con “i diritti, garantiti ai cristiani dalla Costituzione, di pregare, professare e praticare la loro fede”.

Il Gcic sollecita il governatore a ordinare un’indagine per accertare le ragioni degli incessanti attacchi contro i cristiani da parte di gruppi estremisti indù come il Sangh Parivar. (NC)

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