Vescovo indiano: Invochiamo Maria Regina del Cielo per portare la pace in Iraq

Il presidente della Commissione per il dialogo ecumenico e interreligioso della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc) riflette sulla persecuzione dei cristiani iracheni. L'Isis sta "distruggendo l'eredità storica e umana del Paese" e portando lo Stato "verso la distruzione totale della sua storia religiosa".

di Felix Machado*

Mumbai (AsiaNews) - Il prossimo 22 agosto, festa della Beata Vergine Maria Regina, mons. Felix Machado pregherà per i cristiani dell'Iraq, vittime di "atrocità inimmaginabili" da parte dei militanti dell'Isis (Stato islamico dell'Iraq e del Levante). In una riflessione per AsiaNews il vescovo di Vasai, presidente della Commissione per il dialogo ecumenico e interreligioso della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc) e dell'Ufficio per il dialogo e l'ecumenismo della Conferenza episcopale dell'India (Cbci), riflette su quanto sta accadendo in Iraq. All'appello di mons. Machado si unisce il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai, che invita "tutti i fedeli a pregare per la pace e per la fine di una violenza senza senso", che ha costretto oltre 200mila persone ad abbandonare le loro case.

La grave tragedia dell'Iraq colpisce in modo profondo tutti i credenti, non solo i cristiani. Questa distruzione sta annientando l'homo religiosus, la vera natura dell'essere umano che è religiosa e che si trova in tutti i contesti storico-culturali. Questo assalto incessante e brutale è disumanizzante e rappresenta una grave minaccia a tutta l'umanità.

Molti orrori hanno attraversato l'Iraq da quando i militanti dell'Isis (Stato islamico dell'Iraq e del Levante) hanno scatenato il loro assalto, prendendo in ostaggio e sfruttando i più deboli e vulnerabili della società. Questi attacchi stanno distruggendo il Paese dal punto di vista materiale e morale.

Come presidente della Commissione per il dialogo ecumenico e interreligioso della Fabc, ricordo che tutte le minoranze sono nel mirino (dei fondamentalisti). Voglio sottolineare che quando le persone sono in minoranza, subiscono un'oppressione maggiore. Io sono un cristiano e il mio cuore va ai miei fratelli e sorelle battezzati, che stanno soffrendo una simile tragedia.

La brutalità e la persecuzione mirata dell'Isis verso i cristiani è una grave violazione dei diritti umani. La popolazione cristiana dell'Iraq è una delle più antiche al mondo, ma la cristianofobia sta distruggendo l'eredità storica e umana del Paese. L'Iraq si sta dirigendo verso la distruzione totale della sua storia religiosa. I cristiani iracheni sono stati sfollati. Le atrocità inimmaginabili compiute contro le donne e i bambini sono una depravazione totale.

Dal 4 agosto scorso, i sacerdoti e i laici hanno pregato ogni giorno per i cristiani in Iraq. Tuttavia, il prossimo 22 agosto, festa della Beata Vergine Maria Regina, dedicherò una preghiera personale ai nostri fratelli cristiani iracheni - che da sempre convivono in armonia con i musulmani - e alle altre minoranze.

Maria Regina del Cielo è la nostra unica speranza. Ella è molto rispettata dai musulmani, è un modello di fede per loro. La Regina del Cielo ha un'incredibile influenza su milioni di islamici. È citata oltre 34 volte nel Corano e il titolo della 19ma sura porta il suo nome. Basandosi solo su questi fatti, la Nostra Signora è di certo vista come benedetta su tutte le donne dai musulmani ortodossi.

Maria è la donna del magnificat, dei poveri, degli oppressi. Una donna che rappresenta quelli che sono stati abbandonati ed emarginati. È una donna gentile, salda nella sua fede in Dio.

(Ha collaborato Nirmala Carvalho)

 

*Presidente della Commissione per il dialogo ecumenico e interreligioso della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc) e presidente dell'Ufficio per il dialogo e l'ecumenismo della Conferenza episcopale dell'India (Cbci)

 

 

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