Vescovo indiano: Le "riconversioni" sono uno schiaffo alla democrazia e alla dignità umana

Il vescovo di Vasai commenta ad AsiaNews i recenti episodi di "ghar wapsi", il "ritorno a casa" orchestrato dai radicali indù per convertire cristiani e musulmani. "Nel professare la sua fede, una persona esprime le sue più profonde aspirazioni e sviluppa ciò è più suo: la propria interiorità, il santuario del suo essere che nessuno può violare".

di Felix Machado*

Mumbai (AsiaNews) - Sono profondamente rattristato e rammaricato per le recenti riconversioni. Sono un enorme passo indietro per il dialogo e la pace. Ma per comunicare, abbiamo bisogno di compagni "aperti" e pronti ad ascoltare l'altro. Se il partner è "chiuso in se stesso" e ha pregiudizi, allora il dialogo è qualcosa di futile. Non possiamo parlare con compagni che hanno secondi fini, perché a quel punto non resta spazio per il dialogo. Le religioni devono concedersi all'apertura e al dialogo.

Il popolo deve essere consapevole che ci sono serie implicazioni globali per riconversioni di massa così orchestrate, perché vanno contro i diritti umani e la dignità. Solo per agguantare un gruppo di persone, che sono povere, si soffia sul fuoco. Una volta Madre Teresa di Calcutta si è espressa sulle conversioni forzate o condotte in cambio di qualcosa, affermando che "è un insulto al popolo indiano persino pensare che possa esserci forza o lusinga nella conversione".

Queste riconversioni sono uno schiaffo alla democrazia, le garanzie e le libertà costituzionali sono state negate a quella gente. La libertà religiosa è sancita nella nostra Costituzione.

Credere è un libero atto. La dignità della persona umana è "un valore trascendente, sempre riconosciuto come tale da quanti sono sinceramente alla ricerca della verità". Non riuscire a rispettare questa dignità conduce a varie e spesso tragiche forme di discriminazione, sfruttamento, instabilità sociale e conflitti nazionali e internazionali, che purtroppo negli ultimi tempi ci sono familiari.

Viene usato il termine Ghar Vapsi, che significa "ritornare a casa". Ma chi ha deciso qual è la mia casa? Chi può dirmi qual è la mia casa? Qualsiasi definizione di religione deve includere in sé l'innata natura dell'essere umano. Nel professare la sua fede, una persona esprime le sue più profonde aspirazioni e sviluppa ciò è più suo: la propria interiorità, il santuario del suo essere che nessuno può violare. Per questo è indispensabile che ciascuna persona debba poter seguire la sua coscienza in tutte le circostanze e che nessuno possa mai forzarla ad agire contro di essa.

Ci sono leggi sufficienti per garantire la libertà religiosa. Qualunque conversione ottenuta con la forza o indotta è illecita e non valida.

Spingere qualcuno in simili riconversioni va contro la libertà religiosa [prevista] nell'India laica.

Tali questioni devono essere discusse a livello interreligioso. I leader spirituali di tutte le religioni in India devono lavorare insieme per eliminare la divisione, il sospetto, la sfiducia e la disarmonia. Possono fare questo insegnando la grandezza e la dignità dell'essere umano, e diffondendo un senso più chiaro dell'unicità della famiglia umana. Il desiderio di pace è radicato in profondità nella natura umana e si trova in diverse religioni. I leader spirituali devono essere responsabili e impegnarsi per il dialogo e la pace nella nostra società e nel mondo.

 

*Vescovo di Vasai, presidente dell'ufficio per il Dialogo e l'ecumenismo della Conferenza episcopale dell'India (Cbci) e presidente dell'ufficio per l'Ecumenismo e il dialogo interreligioso della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc)

 (Ha collaborato Nirmala Carvalho)

 

 

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