Comunisti attaccano fedeli indù: grave un bimbo di 6 anni

Durante le celebrazioni per la festa di Dashian, alcuni membri della Lega comunista giovanile hanno attaccato con coltelli e spranghe un gruppo di fedeli indù riuniti in un tempio. Prima di andarsene li hanno avvertiti: basta venerare idoli.

di Kalpit Parajuli

Kathmandu (AsiaNews) – Alcuni membri della Lega comunista giovanile, che risponde al Partito maoista nepalese, hanno attaccato ieri con coltelli e spranghe un gruppo di fedeli indù che celebravano la grande festività di Dashian, colpevoli di “riverire degli idoli”. Secondo le prime testimonianze, vi sono 14 vittime in condizioni gravi: fra questi, un bambino di 6 anni.

 

L’attacco è avvenuto a Kalikot, un distretto a 700 chilometri ad ovest di Kathmandu. I giovani assalitori hanno poi minacciato i fedeli, per imporre di “abbandonare ogni sorta di adorazione di idoli”. Ramji Pun, presente al momento dell’attacco, aggiunge: “Ci hanno colpito senza alcun avvertimento. Tutti i presenti nel tempio dove celebravamo Dashian sono gravemente feriti”.

 

La festività dura dieci giorni, durante i quali si riveriscono dieci dei del pantheon indù. Secondo Din Bahadur Magar, responsabile della Lega comunista locale, “pregare le statue non porta al Paradiso. Quindi, perché queste persone sprecano tempo e denaro andando al tempio? Non siamo nemici degli indù, ma delle loro pratiche religiose. Per questo, siamo contrari anche a tutti gli altri che adorano gli idoli”.

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