Donne nepalesi digiunano per Shiva e per la loro dignità

Dal 22 al 24 agosto migliaia le donne celebrano l’annuale festa del Teej e pregano per i loro mariti. Il gesto, compiuto da mogli e fidanzate è anche un’occasione per porre in risalto i diritti della donna, spesso violati proprio all’interno delle mura domestiche.

di Kalpit Parajuli

Kathmandu (AsiaNews) –  Si è conclusa oggi 24 l’annuale festa hindu del Teej dedicata al dio Shiva. Iniziato la mattina del 22, l’evento coinvolge ogni anno la maggioranza delle donne nepalesi. Mogli e ragazze nubili restano in preghiera, per tre giorni nei templi o in casa, digiunando dall’alba al tramonto. In questo modo implorano il dio Shiva di concedere ai propri uomini salute e fortuna.

La festa del Teej deriva da un’antica leggenda secondo la quale Parbati, moglie di Shiva, stette per tre giorni senza mangiare e senza bere prima di poter sposare la divinità.

Alla ricorrenza partecipano donne di ogni estrazione sociale. Una di queste è l’attrice Rekha Thapa, ancora nubile, la quale afferma che “la famiglia è per me una delle cose più importanti. Per questa ragione offro preghiere a Shiva per il mio futuro marito”.

Il livello di coinvolgimento si differenzia a seconda dell’età. B. Haridevi, anziana di 68 anni afferma che “questo gesto fa parte della nostra cultura e confido che grazie al mio digiuno la divinità concederà a mio marito salute e prosperità”. Di diversa opinione è Ranjana, ragazza di 25 anni, la quale dice che “il mio digiuno non penso porti felicità a mio marito ma faccio questo perché è parte della nostra cultura”.

Nella città di Bhaktapur, a pochi chilometri dalla capitale, la grande affluenza al tempio di Pashupati ha formato code di oltre sei ore. A causa del sole e dello stato di digiuno, oltre trentasei donne sono state soccorse dalla polizia e condotte all’ospedale.

Oltre all’aspetto religioso la festa è anche un’occasione per le donne nepalesi di manifestare la loro opinione. Attraverso i canti rivolti al dio, esse manifestano il dissenso per la loro condizione, spesso di inferiorità nella cultura hindu che caratterizza tutto il Paese. L’anno scorso la manifestazione è stata utilizzata per manifestare il dissenso contro il governo maoista, che aveva tentato di reprimerla.

Durante questi giorni, il primo ministro nepalese, Madhav Kumar Nepal, ha chiesto a tutte le donne hindu di farsi promotrici di cooperazione e unità per il Paese. Di ritorno da una visita in India, egli ha sottolineato che “tutte le donne devono usare il loro potere per riformare la società e costruire un nuovo Nepal attraverso una nuova costituzione e la conclusione del processo di pace”.  

 

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