I maoisti nepalesi terminano lo sciopero

La decisione è avvenuta dopo le pressioni della comunità internazionale e le proteste della popolazione. I maoisti hanno iniziato lo sciopero lo scorso 1° maggio per chiedere le dimissioni del governo, portando il Paese sull’orlo di una nuova guerra civile.

di Kalpit Parajuli

Kathmandu (AsiaNews) – Il Partito comunista unificato (maoista) del Nepal (Ucpn-m) ha cancellato lo sciopero generale in corso dal 1° maggio. La decisione è stata presa ieri in tarda serata in seguito alle pressioni della comunità internazionale e dell’Onu, che in questi giorni hanno avvertito sul rischio di una nuova guerra civile. Lo sciopero intendeva chiedere le dimissioni del Primo ministro Madhav Kumar Nepal e la firma della nuova costituzione. Ma decine di migliaia di persone si sono rivoltate contri i maoisti in diverse zone del Paese. A tutt’oggi il bilancio degli scontri è di 3 morti e decine di feriti.  

Al termine della riunione con i delegati internazionali il leader maoista ed ex premier Prachanda ha affermato: “Il nostro programma continuerà finché il Paese non avrà una nuova costituzione e non si giungerà a una logica conclusione del processo di pace”. “Ma il modello della protesta – ha continuato – cambierà e organizzeremo comizi pubblici in differenti città, compresa Kathmandu e domenica circonderemo il Singhadurbar, la sede amministrativa del governo”.  

Il portavoce del governo Ishor Pokharel, sottolinea l’inutilità e rischi dell’azione compiuta dal Partito maoista, che nei giorni di sciopero hanno obbligato alla chiusura scuole, fabbriche e negozi. “Nessun partito – ha affermato - può avere il diritto di impedire alla gente di muoversi e di andare al lavoro. I maoisti hanno interrotto il loro sciopero dopo che la gente si è ribellata alle loro atrocità”.

 

 

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