Il Nepal si unisce all'Onu nella lotta contro l'Isis

Kathmandu condivide la posizione presentata dal Vaticano. Le Nazioni Unite "sono più adeguate di una coalizione fra Stati Uniti e nazioni musulmane" per risolvere la crisi del terrorismo in Iraq.

di Christopher Sharma

Kathmandu (AsiaNews) - Dopo papa Francesco e il Vaticano, anche il Nepal si unisce all'Onu per fermare i militanti dello Stato islamico (IS). Mentre si preparano a partecipare alla 69ma Assemblea generale delle Nazioni Unite (16 settembre-1 ottobre), le autorità nepalesi rifiutano la proposta statunitense di formare una alleanza con 40 Paesi arabi per combattere la minaccia fondamentalista.

"L'Onu - spiega Mahendra Pandey, ministro nepalese degli Esteri - è un'organizzazione più affidabile, credibile e universale, che ha il giusto mandato per lavorare in campo umanitario. Per questo ci uniamo alla posizione del Vaticano, secondo cui è più appropriato affidare alle Nazioni Unite il compito di sconfiggere l'IS. Vogliamo risolvere la crisi in Iraq al più presto. Molti nepalesi stanno soffrendo lì, insieme a musulmani innocenti".

L'alleanza anti-IS proposta dagli Stati Uniti include membri Nato e Paesi arabi come Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar. John Kerry, segretario di Stato Usa, spera di ottenere anche il sostegno di Egitto, Giordania, Libano, Iraq e Turchia.

 

 

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