Kathmandu: domani le elezioni nazionali, sfida per i candidati giovani e indipendenti

Circa 18 milioni gli elettori che voteranno per il Parlamento e le assemblee provinciali. La popolazione è stanca dei tre partiti tradizionali. Gli interessi di Cina, India e Stati Uniti.

Kathmandu (AsiaNews/Agenzie) - Sono previste per domani le elezioni nazionali in Nepal, con circa 18 milioni gli elettori chiamati alle urne per eleggere i 275 membri del Parlamento e i 550 rappresentanti delle assemblee provinciali attraverso un sistema misto di seggi proporzionali e uninominali.

Da quando nel 2008 è stata abolita la monarchia, nel piccolo Stato incastonato tra Cina e India si sono succeduti 10 governi. I tre principali partiti del Paese - il Congresso nepalese, il partito comunista (marxista-leninista unificato, uml) e il Centro maoista, nato da una scissione con l’Unità centrale comunista - hanno tutti guidato diverse coalizioni, ma nessuno è mai riuscito a portare a termine un mandato di governo quinquennale.

Il primo ministro Sher Bahadur Deuba, 76 anni, a capo del partito del Congresso, si è alleato con il Centro maoista alla ricerca di un sesto mandato. Il Congresso nepalese è considerato come lo schieramento più vicino all’India.

Il partito comunista, che fa capo al 70enne Khadga Prasad Sharma Oli, già due volte primo ministro, si è invece alleato con un partito monarchico. Oli ha più volte espresso posizioni a favore della Cina, che con il Nepal ha siglato un accordo per collegare Kathmandu a Lhasa attraverso una rete ferroviaria trans-himalayana nell’ambito del mega progetto infrastrutturale della Belt and Road Initiative. Anche gli Stati Uniti hanno investito nel Paese attraverso progetti di cooperazione.

Ma queste votazioni, i cui risultati verranno resi noti fra due settimane, sono anche state lette dagli osservatori come una possibilità per l’ingresso di nuovi volti in politica. A maggio. alle elezioni comunali, Balendra Shah, un rapper di 32 anni candidatosi come indipendente è stato eletto sindaco della capitale Kathmandu sconfiggendo il candidato del partito del Congresso. Le elezioni nazionali di domani saranno quindi un importante banco di prova per i candidati giovani e indipendenti che stanno cercando di sfruttare le frustrazioni della popolazione nei confronti dei partiti tradizionali. I nepalesi chiedono al nuovo governo riforme progressiste incentrate sulla creazione di posti di lavoro e lotta alla corruzione. Sui social media è diventata virale una campagna contrassegnata dall’hashtag #NoNotAgain che chiede il rinnovamento di una classe politica bollata come “sciocca e corrotta”.

Il Nepal è uno dei paesi più poveri del mondo e la sua economia dipende dagli aiuti esteri, dal turismo e dalle rimesse dei lavoratori stranieri. Gli aiuti occidentali rappresentano oltre il 30% del budget nazionale. L’80% dei nepalesi professa le fede indù, mentre il resto della popolazione si divide tra bhuddisti, musulmani e cristiani.

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