Kathmandu lancia un appello ai turisti: Tornate a visitare il nostro Paese

Rappresentanti del governo nepalese hanno partecipato alla 39ma assemblea del World Heritage Committee dell’Unesco e hanno chiesto di eliminare il Nepal dai Paesi a rischio per i viaggiatori. Nel 2014 sono stati 800mila i turisti, per il 2015 si aspetta un calo del 40%. Per l’estate e l’autunno cancellate il 70% delle prenotazioni. L’industria turistica è una delle maggiori fonti di gettito per il Paese.

di Christopher Sharma

Kathmandu (AsiaNews) - Il governo di Kathmandu sta utilizzando i canali diplomatici del Ministero degli esteri e ha richiesto alle ambasciate straniere di aggiornare i consigli di viaggio per i turisti perché ora il “Nepal è un posto sicuro da visitare”. Lo dichiara ad AsiaNews Kripasur Sherpa, ministro della Cultura e del turismo, secondo cui “il terremoto ha interessato solo una piccola porzione di territorio e ora i visitatori non corrono più alcun pericolo”.

A quasi due mesi dal terribile terremoto che ha colpito il Paese il 25 aprile e ha causato oltre 8.700 vittime accertate, le autorità vogliono far ripartire il turismo, settore chiave dell’economia del Nepal. “Quasi l’80% del Paese e molte destinazioni turistiche - continua il ministro - non sono state toccate dal potente sisma. Perciò quando i Paesi stranieri aggiorneranno le loro liste di avvertimento eliminando il Nepal dalle aree proibite, potremo rilanciare l’industria turistica grazie ai visitatori provenienti da Stati Uniti, Europa e Asia”.

Il Nepal ha accolto 800mila visitatori lo scorso anno, ma le previsioni per il 2015 stilate dal governo parlano di un calo superiore al 40% a causa del terremoto. Altri dati prevedono che nella stagioni estiva e autunnale più del 70% delle prenotazioni sarà cancellato.

Per questo i rappresentanti del Paese hanno partecipato alla 39ma sessione del World Heritage Committee dell’Unesco che si è svolta a Bonn a fine giugno, chiedendo ai governi stranieri di eliminare il bando che inserisce il Nepal tra i Paesi a rischio per i viaggiatori. Bhesh Narayan Dahal, direttore generale del Dipartimento di Archeologia (DoA), ha partecipato all’assemblea e conferma che l’organizzazione ha accolto la richieste del governo di Kathmandu e ha invitato gli altri governi a prendere provvedimenti in tal senso. Secondo il DoA, il terremoto ha danneggiato un totale di 745 monumenti storici, culturali e religiosi in 20 distretti. Tra questi, 133 sono andati distrutti mentre i restanti 612 hanno riportato danni parziali.

Mahendra Pandey, ministro degli Affari esteri, ammette: “Stiamo provando a convincere i Paesi stranieri che il Nepal è sicuro e vogliamo incoraggiarli a visitare il nostro territorio. Il Nepal è una tra le mete turistiche più apprezzate. I visitatori potrebbero esplorare le montagne, l’Himalaya, siti culturali e molte altre destinazioni in assoluta sicurezza”.

In seguito all’appello dell’Unesco, Stati Uniti, Svizzera, Nuova Zelanda, Paesi Bassi e Gran Bretagna hanno deciso di eliminare il divieto di soggiorno. Il ministro Sherpa aggiunge che ha chiesto agli ambasciatori di India e Cina di incoraggiare i propri cittadini, che contribuiscono per il 30% al turismo del Paese. Egli conclude: “Noi vogliamo dire la verità e migliorare la nostra immagine. Il Nepal è sicuro”.

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