Kathmandu, stallo sulla nuova Costituzione. Il vescovo: Serve una Carta laica

L’Assemblea costituente non trova l’accordo sulla bozza della nuova Carta, su base democratica. Scambio di accuse fra i partiti: per il governo i maoisti sbagliano a insistere su un “federalismo di base etnica”. Per i maoisti è la maggioranza che nega “identità e rispetto” ai gruppi minoritari. Cattolici e protestanti pregano per il futuro del Nepal.

di Christopher Sharma

Kathmandu (AsiaNews) - A dispetto delle preghiere e delle esortazioni di decine di migliaia di cittadini, l'Assemblea costituente del Nepal ieri non è riuscita a raggiungere un accordo sulla bozza della prima Costituzione nazionale democratica, dopo secoli di monarchia assoluta indù. Governo e istituzioni provano a rassicurare la comunità internazionale, affermando che presto sarà risolto il contenzioso e il Paese potrà ratificare la prima Carta. Ma le divisioni fra maggioranza e opposizioni, al momento, restano profonde su alcuni elementi chiave. 

All'indomani della mancata ratifica di un testo base i partiti si scambiamo accuse e si rimpallano le responsabilità. 

KP Oli, presidente dell'UML, nella maggioranza di governo, punta il dito contro i maoisti che "insistono su un federalismo di base etnica", che "non è sostenibile". Una simile suddivisione,  avverte l'UML, sarebbe foriera di "conflitti disastrosi"; fino a quando vi saranno "dei maoisti" in seno alla Costituente "vi sono poche probabilità di trovare un accordo". 

Sul fronte maoista interviene l'ex premier Baburam Bhattarai, secondo cui la maggioranza "viola i patti" alla base dell'Assemblea costituente e "nega l'identità e il rispetto delle decine di gruppi minoritari". "La nuova Costituzione - afferma il leader maoista - deve riconoscere l'identità di questi gruppi di minoranza e rispettare la loro dignità e i diritti". 

Se il tema del federalismo su base etnica è fonte di divisioni, sembra invece raggiunto un consenso di base sul sistema misto per governo e legge elettorale, oltre che per la regolamentazione del versante giudiziario. Altri elementi imprescindibili la forma repubblicana e il principio della laicità dello Stato. 

Preoccupati per l'andamento dei lavori, i vertici della Chiesa nepalese pregano per un accordo. Il vicario apostolico mons. Paul Simick conferma che "tutta la comunità prega perché sia presto promulgata una costituzione laica e democratica". È ora di mettere fine alla "transizione" e muoversi in direzione "della pace e della prosperità". Il vescovo evangelico Narayan Sharma si augura che "siano rispettate tutte le fedi" e "tutti i gruppi", e che ogni cittadino possa godere dei diritti umani e civili "riconosciuti sul piano internazionale". 

Dopo oltre 240 anni di monarchia assoluta indù, nel 2007 il Nepal è diventato uno Stato laico. La costituzione provvisoria, approvata sotto la supervisione dell'Onu, vieta il proselitismo, ma consente a tutti i cittadini di manifestare la propria fede, anche con attività missionarie e caritatevoli. L'instabilità politica ed economica degli ultimi anni - legata alle lotte per il potere fra i partiti laici - ha rafforzato i movimenti indù filo-monarchici, che in tutti i modi hanno tentato di frenare l'aumento delle conversioni avvenuto dalla fine del regno. 

 

 

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000