Nepal, la Chiesa cattolica è "la migliore" nel proteggere i diritti umani

Attivisti e personalità di varie religioni lodano l'impegno dei cattolici e delle loro istituzioni, soprattutto quelle al servizio di donne e bambini. Ex presidente della National Human Rights Commission: "I sacerdoti sono un modello per la società nepalese".

di Christopher Sharma

Kathmandu (AsiaNews) - La Chiesa cattolica e le organizzazioni da essa gestite sono le più sicure e le più rispettabili in Nepal nel campo dei diritti umani. È quanto affermano ad AsiaNews attivisti e personalità di varie religioni, rispondendo alle accuse - in altre parti del mondo - di abusi compiuti da alcuni sacerdoti.

Subodh Pyakurel, attivista e membro della National Human Rights Commission, afferma ad AsiaNews che "nel nostro Paese ci sono molti casi di violazioni dei diritti umani, ma nessuno coinvolge i cattolici o le loro istituzioni. Anzi, secondo i nostri dati sono i più affidabili per bambini e donne".

Biswanath Upadhya, ex presidente della National Human Rights Commission ed ex presidente della Corte suprema, sottolinea: "Non possiamo parlare per i sacerdoti negli altri Paesi, ma quelli che lavorano da noi sono un modello per la società nepalese".

Nazrul Hussein, rappresentante dell'islam nell'Interreligious Council of Nepal, afferma: "Noi crediamo nei buoni semi piantati dai cristiani. Noi minoranze lavoriamo insieme e i cattolici sono i migliori nel promuovere i diritti umani di bambini e donne".

 

 

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