Nepal, santoni in sciopero: a rischio l'Indrajatra

I sacerdoti del tempio Taleju chiedono stipendi più alti. Senza l'esecuzione dei riti (pooja), le celebrazioni non possono iniziare. Celebrato da indù e buddisti, il festival ha il momento più importante nel culto di Kumari, la "dea vivente".

di Christopher Sharma

Kathmandu (AsiaNews) - Indù e buddisti del Nepal potrebbero non celebrare l'Indrajatra, una delle più antiche e importanti feste del Paese. Da giorni i sacerdoti sono in protesta per chiedere un aumento dei salari e delle indennità, e questa mattina - primo giorno del festival - non hanno eseguito le pooja (riti) in onore di Kumari, la "dea vivente".

È la prima volta nella storia del tempio Taleju - costruito in onore della dea Taleju Bhawani nell'era Malla, circa 252 anni fa - che i riti giornalieri non vengono eseguiti.

Fino a questa mattina le autorità del governo e del Guthi Sansthan (istituzione che regola l'impiego dei sacerdoti indù) hanno cercato di convincere i religiosi a eseguire le pooja, senza le quali l'Indrajatra non può essere celebrata.

Udabh Karmacharya, capo dei sacerdoti associati al tempio di Taleju, spiega: "Abbiamo stipendi molto bassi che da oltre 10 anni non vengono rivisti. Centinaia di sacerdoti da tutto il Paese raccontano di avere simili problemi e ci sostengono".

L'Indrajatra è un'antichissima festa nepalese celebrata da indù e buddisti. Nata per volere del re Gunakamadeva, essa commemora la fondazione della città di Kathmandu nel 10mo secolo. Uno dei momenti più importanti delle celebrazioni è il Kumarijatra, la processione dedicata a Kumari.

 

 

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