Nepal, visti bloccati per chi proviene da 11 Paesi islamici e africani

Nella “lista nera” vi saranno Nigeria Ghana, Zimbabwe, Swaziland, Camerun, Somalia, Liberia, Etiopia, Iraq, Palestina e Afghanistan. Il Dipartimento per l’immigrazione spera così di fermare attività illegali come spaccio di droga e traffico di esseri umani. Massima priorità invece ai cittadini cinesi, americani ed europei, fonte principale del turismo nepalese.

di Kalpit Parajuli

Kathmandu (AsiaNews) - Il Nepal si prepara a vietare il rilascio di visti d'ingresso, ma solo per coloro che provengono da alcuni Paesi islamici e africani. Il Dipartimento per l'immigrazione (DoI), in collaborazione con il ministero degli Affari esteri, tenterà così di fermare commercio illegale e attività criminali, in aumento da quando le autorità hanno reso più semplici le procedure per entrare. Le prime nazioni incluse in questa "lista nera" saranno Nigeria, Ghana, Zimbabwe, Swaziland, Camerun, Somalia, Liberia, Etiopia, Iraq, Palestina e Afghanistan.

"Per promuovere il turismo - spiega Suresh Adhikari, direttore generale del DoI - avevamo concesso visti d'ingresso a 90 giorni, ma questo ha provocato l'aumento di immigrati, che usano il Nepal come luogo di passaggio per raggiungere altri Stati; per spaccio di droga; traffico di soldi falsi e di esseri umani; attività di organizzazioni terroristiche".

Ad esclusione degli 11 Paesi, in base alle nuove procedure si potrà ottenere ancora il visto a 90 giorni per attività di trekking, spedizioni ed escursioni; per semplici visite, si potrà richiedere il visto a 30 giorni. Questa nuova politica darà la priorità ai cittadini provenienti da Cina, Stati Uniti e Unione Europea, dal momento che questi Paesi fruttano al Nepal migliaia di turisti ogni anno. 

 

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