Onu: i maoisti non liberano migliaia di bambini-soldato

Nonostante l’accordo di pace, non restituiscono alle famiglie i bambini rapiti. Il 20% dell’esercito maoista ha meno di 18 anni. Dura denuncia in un rapporto delle Nazioni Unite per il mancato rispetto dell’accordo che ne prevedeva il ritorno a casa.

di Prakash Dubey

Kathmandu (AsiaNews) – Nel Nepal i maoisti continuano ad arruolare bambini-soldato e non li restituiscono alle famiglie nonostante l’accordo di pace del novembre 2006. Lo denuncia un rapporto delle Nazioni Unite.

Nel rapporto “Bambini e lotta armata in Nepal” presentato ieri a Kathmandu da Subhash Nemwang, portavoce del Parlamento nepalese, l’Onu chiede ai leader maoisti, che ora sono entrati nel Parlamento ad interim, di restituire i bambini alle famiglie, perché riprendano la loro vita. Sono allegate numerose prove dell’attuale arruolamento di oltre 1.811 bambini soldato, che agiscono agli ordini di gruppi armati. Anche se mancano dati certi, la Coalizione per fermare l’impiego di bambini-soldato stima che tra i 30 mila soldati dell’Esercito per la liberazione del popolo (Pla) circa il 20% ha meno di 18 anni.

Per oltre un decennio i maoisti hanno combattuto l’esercito di re Gyanendra, per creare una repubblica comunista. Ma dopo le dimissioni del re, hanno aderito all’accordo politico dei principali partiti del Paese e hanno accettato di deporre le armi e lasciare andar via i bambini soldato, sotto il controllo dell’Onu. Anche se stanno deponendo le armi, non hanno liberato questi bambini.

Il coordinatore Onu Mathew Kahane osserva che “solo pochi dei bambini rapiti sono tornati a casa. Sollecitiamo i maoisti a cessare il reclutamento di bambini”. Ian Martin, capo della Missione Onu in Nepal, afferma che “dobbiamo essere sicuri che i bambini soldato” siano rimandati a casa.

Gauri Pradhan, responsabile di Child Workers in Nepal, dice ad AsiaNews che “i maosti negano che nel l Pla ci siano bambini, ma la verità è che li tengono nascosti nei loro accampamenti”. “Siamo pronti ad aiutarli a riabilitarsi e reinserirsi nella società, mentre la continua negazione da parte dei leader maoisti può solo aggravare il danno causato a questi bambini”. Anche Pradhan e altri attivisti sociali hanno raccolto molte prove. Molti attivisti temono che, nonostante gli impegni dei leader maoisti, i capi locali si rifiutino di rinunciare a questo tipo di forze.

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