Piogge torrenziali e frane: centinaia di famiglie in fuga sul confine con la Cina

Precipitazioni incessanti hanno fatto esondare fiumi e laghi, che trascinano a valle sassi dalle montagne. Alcuni villaggi sono stati spazzati via. Non si conosce il numero dei morti o dei dispersi. Autorità nepalesi: “I soccorsi sono molto difficili, la situazione non è sotto controllo”. Alcuni residenti accusano Pechino: “Sapevano dei rischi ma non hanno avvisato nessuno”.

di Christopher Sharma

Kathmandu (AsiaNews) – Centinaia di famiglie residenti al confine tra Nepal e Cina sono state colte di sorpresa da piogge torrenziali che hanno provocato frane nelle montagne circostanti e esondazioni di fiumi e laghi. Numerosi villaggi sono stati spazzati via, la strada che collega i due Paesi (la tratta commerciale più usata) è danneggiata e inutilizzabile. La pioggia non accenna a smettere e rende difficili i soccorsi.

Secondo gli abitanti locali le autorità cinesi erano al corrente della precaria condizione dei fiumi e dei laghi, ma non hanno avvertito i villaggi vicini dei rischi che correvano. Man Bir Shretha, residente della zona di Tatopani, afferma; “Le autorità cinesi non hanno lavorato per ridurre i rischi. Hanno tenuto segrete le loro informazioni e alla fine la pioggia incessante ha causato l’esondazione dei laghi. Se i residenti fossero stati avvertiti, avrebbero potuto spostarsi e mettersi in sicurezza”.

Secondo Tendup Sherpa, un altro locale, “più di 200 famiglie hanno lasciato le proprie case. Decine di abitazioni sono state trascinate via dalla corrente dall’acqua e dalle frane. Stiamo aspettando i soccorsi. Il fiume Bhotekoshi, che nasce in Cina e scorre in Nepal, ha danneggiato la strada per almeno 26 chilometri”.

Manoj Thapa è un ufficiale di polizia che sta seguendo i soccorsi: “È difficile raggiungere le persone colpite e le loro abitazioni – afferma – perché la pioggia continua a cadere e le vie di comunicazione sono ridotte male. Abbiamo mobilitato i nostri uomini ma non abbiamo idea di quanti morti o dispersi ci possano essere. Temiamo siano tanti”.

La strada che collega il Nepal e la Cina sarà chiusa per almeno due settimane, secondo le stime dei lavoratori: “Non possiamo ripararla ora viste le condizioni – dicono – e il fiume Chepsang rende la situazione peggiore esondando e trascinando massi giù dalle montagne”.

Le autorità cinesi hanno risposto chiudendo in modo temporaneo il confine. Srijana Lama, un abitante locale, spiega che “il ponte che collega i due Paesi è danneggiato in maniera grave e tutta la zona è ad alto rischio. Non c’è più nessuno lì”.

Sherdhan Rai, portavoce del governo di Kathmandu, ammette che “tutti siamo un po’ confusi da quanto sta succedendo e la situazione non è ancora sotto controllo. Abbiamo mobilitato le nostre forze e chiesto aiuto ai vicini della Cina”.

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