A 12 anni dall'assassinio i cristiani pachistani rilanciano il messaggio di Shahbaz Bhatti

Commemorato in tutto il Paese il ministro cristiano ucciso nel 2011 per aver lottato contro l'estremismo islamico e le violazioni dei diritti delle minoranze. "Ci manca molto oggi una leadership come la sua". Le associazioni per i diritti umani: "Le leggi sulla blasfemia non solo non sono state abrogate, ma il numero di accusati ingiustamente è aumentato in questi anni".

di Shafique Khokhar

Sahiwal (AsiaNews) – I cristiani del Pakistan hanno ricordato il 12° anniversario della morte del martire Shahbaz Bhatti, ministro federale assassinato per aver alzato la voce contro l'abuso delle leggi sulla blasfemia il 2 marzo 2011. Nelle chiese, in occasione dell'anniversario della sua morte, si sono volte preghiere speciale per invocare la pace e la solidarietà nel Paese.

La comunità cristiana di Sahiwal, una piccola città del Punjab, ha organizzato una manifestazione pacifica e una veglia per ricordare questo grande testimone della comunità cristiana pachistana. I partecipanti hanno intonato slogan per la pace e l'armonia e hanno esortato il governo a proteggere le minoranze religiose e a prendere misure concrete per fermare l'abuso delle leggi sulla blasfemia.

All’evento hanno partecipato suore, catechisti, insegnanti e giovani cristiani. Il leader del gruppo locale dei giovani cattolici, Ashknaz Khokhar, rivolgendosi ai partecipanti ha detto: “Shahbaz Bhatti è stato un leader coraggioso che si è opposto al fondamentalismo e all'estremismo. Ha sempre promosso la sua fede cristiana e parlato della promozione dei valori della pace. Credeva che i cristiani potessero migliorare le loro vite solo attraverso una sana partecipazione al processo politico. Dobbiamo seguire la sua eredità e continuare a far sentire la nostra voce per i diritti umani e la pace nel Paese”.

Parlando ai partecipanti, sr. Josephine Michael ha detto: “Shahbaz Bhatti è stato assassinato perché ha alzato la voce contro l'abuso delle leggi sulla blasfemia e ha difeso Asia Bibi, donna cristiana vittima delle leggi sulla blasfemia. Tutti i vescovi cattolici hanno sempre ammirato il suo impegno e i suoi sforzi per il miglioramento della comunità cristiana. Ha sempre difeso i diritti non solo dei cristiani, ma di tutti i gruppi emarginati: ci manca molto oggi una leadership come la sua. Ma è nostra responsabilità seguire le sue orme aiutando coloro che sono indifesi e farci portavoce dei loro diritti e della loro dignità”.

Parlando con AsiaNews, Naveed Walter, presidente di Human Rights Focus Pakistan (HRFP), ha dichiarato che Shahbaz Bhatti è stato un grande difensore dei diritti umani. “La quota del 5% di posti di lavoro e la rappresentanza delle minoranze al Senato sono tra i suoi meriti - ricorda -. Oggi, nel ricordare i suoi sforzi, esortiamo il governo a porre fine alla cultura dell'impunità e dell'estremismo che le leggi sulla blasfemia alimentano e a consegnare alla giustizia i suoi assassini e i loro collaboratori. La violenza e la vittimizzazione delle minoranze attraverso leggi e pratiche discriminatorie sono aumentate: anche dopo 12 anni dall'assassinio di Bhatti, le leggi sulla blasfemia non sono state abrogate e il numero di accusati ingiustamente è aumentato. Il governo dovrebbe prendere provvedimenti seri per affrontare questi gravi problemi che prendono di mira non solo i cristiani ma anche tanti musulmani”.

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